Il bomber taorminese: “mai fatta o tentata una combina, accuse del tutto infondate su di me. La giustizia faccia pulizia punendo i veri colpevoli e non chi è innocente”

Maurizio Nassi

Maurizio Nassi non ci sta: “io con il calcioscommesse non c’entro niente”.

La Giustizia Sportiva ha chiamato in causa l’attaccante taorminese nell’ambito dell’indagine della Procura di Cremona e anche il suo nome figura tra le 61 persone deferite a vario titolo per ipotesi di illecito sportivo. Ma lui, ex Reggina in Serie A e adesso a 35 anni bomber dell’Alessandria, respinge tutte le accuse e si proclama innocente.

“E’ assurdo e dispiace – dichiara Maurizio Nassi in un’intervista rilasciata a Blogtaormina – che il mio nome venga accostato e associato a una vicenda così terribile, bruttissima. Sono estraneo a qualsiasi tentativo di illecito. I miei valori sono ben altri e in dopo 20 anni di carriera fa male ritrovarsi, senza aver commesso nessun reato, in questa storia allucinante”. Il procuratore federale Stefano Palazzi ha deferito Nassi, insieme ad altri calciatori, per due partite: Ancona-Albinoleffe del 17 gennaio 2009 (quando militava nei marchigiani) e Ancona-Mantova del 30 maggio 2010 (allora vestiva la maglia dei virgiliani).

“Non posso entrare al momento nel merito della questione – spiega Maurizio Nassi – ma le accuse contro di me si basano sul niente. Ad Ancona, con l’Albinoleffe vincemmo 1-0 e io feci gol. A Mantova sono stato per una stagione in una squadra nella quale non ho percepito nemmeno un solo euro di stipendio, siamo falliti e retrocessi e nell’ultima partita anche il risultato ci è andato contro. Sulla base di tutto questo, oltre alla mia estraneità ai fatti, io voglio dimostrare che non c’è stato assolutamente niente. Purtroppo c’è un clima di caccia alle streghe. Adesso credo che l’intenzione della Giustizia Sportiva sia quella di sbrigarsi per chiudere una prima parte del processo, stanno quindi mettendo tutto in un’unica “pentola” quando invece così non si dovrebbe fare. Sono stato tirato in ballo ingiustamente su cose che non ho fatto e non ho nemmeno pensato di compiere”.

“Mi sono reso conto – continua l’attaccante taorminese – che nella giustizia italiana putroppo spesso non viene più dimostrata la colpevolezza ma sei tu a doverti battere per dimostrare che sei innocente. Lotterò in tutte le sedi. La mia immagine è pulita e purtroppo vedere il mio nome accostato a certi fatti poi porta certe persone ignoranti a giudicarti male. Io ho fatto un carriera importante e pulita. Non mi ha mai regalato niente nessuno. Ho fatto un percorso fatto di lavoro sul campo. La partita più importante comincia adesso, anche se non avrei mai voluto giocarla. Da questa storia io voglio uscirne pulito, sono un uomo leale”.

“Il calcio – conclude Nassi – è il mondo che ho sempre sognato, inseguito e voluto. Sono cresciuto a Taormina, un piccolo paese che è la mia terra ed è lì che è iniziata la mia storia calcistica e il mio percorso sportivo. Non credevo si potesse arrivare a tanto. Purtroppo è innegabile che in Italia qualcosa evidentemente c’è stato e qualcosa non ha funzionato. Bisognerà fare pulizia, però farla nella maniera giusta e colpendo le persone che sono colpevoli, accertando i fatti. A quel punto si potrà tornare al calcio vero e appassionante”.

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