Nella città del leader di M5S, i grillini hanno fatto il pieno col boom di Putti: ora sono secondo partito. E’ il segnale di una sfida popolare contro i partiti: durerà? 

Paolo Putti

Elezioni amministrative 2012, l’avanzata ha inizio. Sì, perché il “M5S è un virus, non una poltrona” e.. contagia. Contagia parecchi elettori. L’Italia dei mille partiti inizia a perdere terreno.

L’Italia e i suoi democratici votanti, stanchi dei fasti lussuriosi del bunga bunga e del “Rigor Montis”, scelgono Grillo e la gente comune. Entra nelle stanze del potere locale, non insidia poltrone, non è un partito. E’ un movimento, è la creatura plasmata dall’acutissima mente di Beppe Grillo. La sua arma? Il popolo. Tra i suoi candidati nessun nome altisonante, nessun rinomato oratore politico. Ma semplicemente gente comune.

Sono gli anonimi speranzosi di cambiare un paese. Che si ribellano ad un’Italia che drammaticamente registra suicidi su suicidi per cartelle “strozzine”. Ben tre in queste 48 ore. Che esigono il rilancio di un’Italia in ginocchio e che secondo le illustrissime proiezioni “montiane” non si rialzerà prima del 2017.

Ma professore crede, veramente, che gli italiani assisteranno inermi ad altri 5 anni di crisi e tassazioni sanguisuga? La risposta giunge dalle cabine elettorali. Parma e Genova segnano il cammino intrapreso dall’ex comico ligure. Ed è proprio la sua terra a dare il risultato più importante. Il Movimento 5 Stelle si attesta come seconda forza politica dietro il Pd. Sbaraglia il Pdl e il suo candidato Pierluigi Vinai fermo al 12,7%.

Ingaggia un duello con il Terzo Polo di Enrico Musso e per un soffio manca il ballottaggio con Marco Doria, il marchese comunista che ottiene il 48,4% delle preferenze. Lui, Paolo Putti ex-venditore di Folletto ha sfidato i grandi della politica e ha centrato un grande risultato per il M5S. Ha prevalso Musso con il 15% delle preferenze ma il “grillino” lo ha lasciato in bilico fino all’ultimo voto, ottenendo alla fine il 14%. Sorridente e per niente intimorito da telecamere e cronisti alla domanda “Che cos’è l’antipolitica?” Putti risponde: “Sicuramente non quel sentimento distruttivo che avversari e giornalisti ci imputano. La nostra è una proposta reale per restituire la città ai genovesi e l’Italia agli italiani”.

Il movimento 5 stelle ha un intento. Lo scopo è chiaro e univoco. “Il cittadino che entra in Comune o in Regione, attraverso il M5S è antropologicamente diverso dal politico di professione. Non è costretto a recitare. Non prende ordini dal partito. Non è interessato al potere perché ha un limite di due mandati” .

Queste le parole di Beppe Grillo. Lui, al contrario dei privilegiati politici nostrani definisce i suoi candidati “cittadini”. E’ questa la loro forza. E’ quella stessa forza che grida agli italiani che è giunto il momento di dire “No” ad un politica inetta, spietata.

Il M5S prende largo. C’è chi lo snobba..per timore. Perché? E’ la voce del popolo. E il popolo è insofferente, stanco di subire soprusi. E fa paura.

C’è chi come il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano conosce un unico boom, quello degli anni 60. Ovviamente il Presidente ricorda gli anni del benessere. E il malessere che stiamo vivendo? Non è forse degno di nota? Per chi al mese percepisce un vitalizio da nababbi è difficile considerare legittimo l’exploit di venditori, commercianti, rappresentanti… Ecco allora che il blog di Grillo si anima.

E’ ormai un susseguirsi di commenti al vetriolo contro le dichiarazioni di Napolitano. “L’unico boom che ricorda è quello degli anni ’60? – sostiene Alessandro – E’ la conferma che politicamente è fuori dal tempo e dalla storia” ed ancora: “Napolitano è degno di quell’epoca della partitocrazia che va definitivamente a estinguersi -continua Max R – A lui l’onore di fare ai partiti esequie di stato quale portavoce della loro immoralità”.

Non si è fatta attendere la risposta di Grillo al capo dello stato. “L’anno prossimo si terranno le elezioni politiche e, subito dopo, sarà nominato il successore di Napolitano, che potrà godersi il meritato riposo”.

L’ex comico rivendica l’ articolo 87 della Costituzione e sostiene che il presidente della Repubblica in virtù dei suoi poteri rappresenta l’unità nazionale dunque “rappresenta anche il Movimento 5 Stelle e anche, dopo queste elezioni, i suoi circa 250 consiglieri comunali e regionali scelti dai cittadini. Il boom del Movimento 5 stelle non si vede, ma si sente. Boom, boom, Napolitano!”.

Nella città che ha rifiutato i partiti, nella città che scardina ogni regola, nella città dai mille volti sono due i vincitori inconsapevoli. L’uno, l’outsider: Marco Doria, figlio del marchese rosso. L’altro, la sorpresa: Paolo Putti, venditore di elettrodomestici. Nobiltà e Terzo Stato. In questo caso, però, la nostra storia non narra di caste o classificazioni. Ma di un intento unico, quello si: ricostruire uno Stato di nome Italia.

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