Studio del dipartimento delle Finanze: la media: 235 euro. Esente il 24% delle abitazioni principali. Il gettito dell’imposta sulla prima casa è previsto attorno a 3,4 miliardi di euro. Ma la questione resta intricata 

l'incubo Imu per gli italiani

Nelle ore delle amministrative, i partiti provano a rendere più accettabile l’ennesima stangata. Non si placano le polemiche sull’Imu: Pd e Pdl si affannano a cercare soluzioni di compromesso che possano addolcire la pillola.Sullo sfondo restano le ipotesi di lavoro trapelate dal ministero dell’Economia. In concreto, si parla di attribuire il gettito dell’imposta sulla prima casa ai soli Comuni, che rinuncerebbero a tutti i trasferimenti dallo Stato e che potrebbero però decidere un’eventuale esenzione.

Il governo smentisce e accredita invece la possibile suddivisione dell’imposta in due tributi distinti, uno erariale e l’altro comunale. Di certo, però, nuove modifiche sono rimandate all’indomani dei versamenti che gli italiani faranno a metà giugno utilizzando obbligatoriamente il modulo F24. Solo dopo questa prima fase si potranno fare calcoli sull’impatto reale del prelievo, sul quale al momento si fanno ipotesi. E solo allora si potranno valutare eventuali modifiche, magari tenendo conto anche della riforma del Catasto in arrivo con la delega fiscale.

Intanto, arrivano le prime simulazioni del dipartimento delle Finanze. Su 19,2 milioni di prime case, 14,6 milioni (76%) dovranno pagare l’Imu e 4,6 milioni (24%) sono esenti ‘in virtù delle detrazioni’. Il dipartimento stima il gettito complessivo sulla prima casa in 3,4 miliardi di euro. In media, si pagheranno circa 235 euro. Inoltre, su 24,3 milioni di proprietari, 17,5 milioni (70%) sono soggetti all’Imu e 6,8 milioni (30%) sono esenti. La media del prelievo per proprietario è pari a 194 euro.

Nel confronto tra Ici e Imu, il vecchio balzello era pagato da 21,4 milioni di titolari, con un valore medio pro-capite pari a 151 euro. Sempre nel parallelo, la differenza la farà il numero dei componenti della famiglia, grazie al meccanismo di detrazioni che aumenta di 50 euro per ciascun figlio a carico. Così, se per un contribuente senza figli basterà avere una rendita di 400 euro per rimetterci, rispetto all’Ici 4,1 euro, per un contribuente con un figlio il risparmio è assicurato fino a 500 euro di rendita (pagherà 86 euro, -20,7 euro rispetto all’Ici) e pagherà di più solo a 700 euro di rendita (+29 euro rispetto al passato). Se i figli sono due il minor pagamento sale fino ad una casa da 700 euro di rendita (scende dai 190,7 euro dell’ici ai 170,4 euro dell’Imu). Quasi sempre in vantaggio è invece una famiglia con quattro figli: risparmierà anche con una rendita da 1.000 euro pagando 272 euro contro i 316,7 previsti in precedenza per l’Ici.

Gasparri e Quagliariello hanno presentato una mozione per impegnare il governo a innalzare con proprio decreto da 516.000 a 700.000 euro la soglia per l’effettuazione delle compensazioni orizzontali/rimborsi in conto fiscale, e prevedere due soglie distinte, una riferita alla compensazione orizzontale dei crediti e l’altra riferita ai rimborsi in conto fiscale».

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