Oggi e domattina elezioni in oltre 900 Comuni, 26 i capoluoghi di provincia chiamati al test politico. Sarà banco di prova per le prossime consultazioni nazionali

elezioni amministrative oggi e domani

L’Italia torna alle urne. Per le nazionali bisognerà ancora attendere ma le amministrative saranno già un banco di prova per tutti.

Si vota domenica e lunedì, per eleggere i sindaci e rinnovare i consigli comunali di oltre 800 municipi, fra cui quelli di Palermo e Genova, le uniche città coinvolte nella tornata elettorale a superare il mezzo milione di abitanti. Domenica si voterà dalle 8 alle 22 e lunedì dalle 7 alle 15.

Nelle regioni a statuto ordinario sono 769 i Comuni interessati, di cui 22 capoluoghi di provincia: Alessandria, Asti, Cuneo, Como, Monza, Belluno, Verona, Genova, La Spezia, Parma, Piacenza, Lucca, Pistoia, Frosinone, Rieti, L’Aquila, Isernia, Brindisi, Lecce, Taranto, Trani e Catanzaro, cui vanno aggiunti, per la regione a statuto speciale della Sicilia, quelli di Palermo, Trapani e Agrigento, nonchè Gorizia per il Friuli-Venezia Giulia. In totale, dunque, i capoluoghi di provincia chiamati al voto sono 26.

«Le operazioni di scrutinio avranno inizio il 7 maggio, subito dopo la chiusura della votazione e l’accertamento del numero dei votanti», precisa il Viminale. In caso di effettuazione del turno di ballottaggio per l’elezione dei sindaci, si voterà domenica 20 maggio sempre dalle 8 alle 22 e lunedì 21 maggio dalle 7 alle 15, mentre le operazioni di scrutinio avranno inizio nella stessa giornata di lunedì, al termine delle votazioni e dell’accertamento del numero dei votanti. Nei Comuni con oltre 15.000 residenti, la scheda elettroale di colore azzurro reca i nomi e i cognomi dei candidati alla carica di sindaco, scritti entro un apposito rettangolo, al cui fianco sono riportati i contrassegni della lista o delle liste con cui il candidato è collegato.

L’elettore può votare: per una delle liste, tracciando un segno sul relativo contrassegno e il voto così espresso si intende attribuito anche al candidato sindaco collegato; per un candidato a sindaco, tracciando un segno sul relativo rettangolo, non scegliendo alcuna lista collegata e il voto così espresso si intende attribuito solo al candidato alla carica di sindaco; per un candidato a sindaco, tracciando un segno sul relativo rettangolo, e per una delle liste collegate, tracciando un segno sul relativo contrassegno e il voto così espresso si intende attribuito sia al candidato alla carica di sindaco sia alla lista collegata; per un candidato a sindaco, tracciando un segno sul relativo rettangolo, e per una lista non collegata, tracciando un segno sul relativo contrassegno e il voto così espresso si intende attribuito sia al candidato alla carica di sindaco sia alla lista non collegata, per il cosiddetto ’voto disgiuntò.

L’elettore potrà anche manifestare un solo voto di preferenza per un candidato alla carica di consigliere comunale, scrivendo sull’apposita riga stampata sulla destra di ogni contrassegno di lista il nominativo (solo il cognome o, in caso di omonimia, il cognome e nome e, ove occorra, data e luogo di nascita) del candidato preferito appartenente alla lista prescelta. Per il ballottaggio, invece, il voto si esprime tracciando un segno sul rettangolo entro il quale è scritto il nome del candidato sindaco prescelto. Nei Comuni fino a 15.000 abitanti, la scheda elettorale di colore azzurro reca i nomi e i cognomi dei candidati alla carica di sindaco, al cui fianco è riportato il contrassegno della lista con cui il candidato è collegato.

L’elettore può votare: per una delle liste, tracciando un segno sul relativo contrassegno; per un candidato a sindaco, tracciando un segno sul relativo nominativo; per un candidato a sindaco, tracciando un segno sul relativo nominativo, e per la lista collegata, tracciando un segno anche sul relativo contrassegno. In tutti i casi, il voto si intenderà attribuito sia al candidato alla carica di sindaco sia alla lista collegata. L’elettore può anche esprimere un voto di preferenza per un candidato alla carica di consigliere comunale compreso nella lista collegata al candidato alla carica di sindaco prescelto, scrivendone solo il cognome o, in caso di omonimia, il cognome e il nome e, ove occorra, data e luogo di nascita, nella apposita riga stampata sotto il medesimo contrassegno.

I dati definitivi sul corpo elettorale sono riferiti al 15° giorno antecedente la data delle votazioni. Le elezioni nei 769 Comuni di Regioni a statuto ordinario interesseranno 7.198.326 elettori, di cui 3.464.185 maschi e 3.734.141 femmine, mentre saranno complessivamente 8.645 le sezioni elettorali. Il ministero dell’Interno ricorda che «gli elettori, in occasione delle elezioni comunali di domenica 6 e lunedì 7 maggio, per poter esercitare il diritto di voto presso gli uffici elettorali di sezione nelle cui liste risultano iscritti, dovranno esibire, oltre a un documento di riconoscimento, la tessera elettorale personale a carattere permanente». Chi avesse smarrito la propria tessera personale, «potrà chiederne il duplicato agli uffici comunali che, a tal fine, saranno aperti domenica 6 e lunedì 7 maggio, giorni della votazione, per tutta la durata delle operazioni di voto».

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