Nello scandalo Carroccio spunta un elenco di ragazze con numeri di telefono: è stato trovato all’ex tesoriere Belsito. Intanto altri sviluppi su falsi diplomi e lauree

Francesco Belsito

Una nutrita lista di ragazze, con nomi e accanto i numeri di telefono. Sarebbe spuntata da uno dei tre computer dell’ex tesoriere della Lega Francesco Belsito, scaricata dagli agenti della polizia postale e consegnata, insieme alla gran massa di materiale contenuta nei pc dell’allora esponente del Carroccio, alla Dia di Reggio Calabria. Che ora, con i magistrati di Napoli e Milano, di quell’elenco vuole saperne di più: chi sono quelle ragazze e per quale motivo i loro cellulari siano finiti tra i file del ragioniere di via Bellerio.

Non nuovo, peraltro, ad amicizie femminili che hanno lasciato il segno. A gennaio 2011 la polizia trova e sequestra il suo biglietto da visita, mischiato a quelli di altri personaggi istituzionali di spicco, nella casa nei pressi di Genova dove Karima El Marough – la Ruby delle notti di Arcore – abita con il fidanzato Luca Risso. Sul biglietto la scritta: «Francesco B. – Presidenza del Consiglio dei ministri». Ma l’ex tesoriere prende le distanze dalla giovane marocchina: «Ruby non l’ho mai vista né conosciuta. E non sono mai stato in vita mia all’Albikokka».

Alla fine del 2010 invece si scopre dalle intercettazioni che Renzo Bossi, il figlio del Senatùr, utilizzava il telefonino intestato a Belsito per inviare sms a Nicole Minetti. «Sono geloso del rapporto con il mio capo», scrive il Trota. «Anch’io sono gelosa…!», ribatte la consigliera regionale. E adesso si aggiunge la lista di ragazze – l’ipotesi è che si tratti di escort – un nuovo elemento da approfondire per accertare in primo luogo se abbia o meno un’attinenza con il ruolo dell’ex tesoriere e con la gestione dei soldi del partito. Non solo.

Gli inquirenti sono a caccia di un’altra cassetta di sicurezza nella disponibilità di Belsito, oltre a quella romana già perquisita, che potrebbe contenere altro materiale definito «compromettente». Nel frattempo vengono passate al setaccio le migliaia di pagine clonate dalla polizia postale dalle memoria informatiche sequestrate a Belsito nei computer di casa e dello studio Mgim di via Durini a Milano in cui lavora come consulente legale Bruno Mafrici, indagato per riciclaggio come Belsito. Materiale che potrebbe contenere elementi interessanti per lo sviluppo delle indagini sia sul fronte del presunto riciclaggio sia su quello del dossieraggio che sarebbe stato messo in atto ai danni del triumviro Roberto Maroni.

Intanto, dopo la laurea a tempo di record ottenuta da Renzo Bossi presso l’università di Tirana, i sospetti si addensano anche sul diploma in Ragioneria di Belsito. I pm, che vogliono capire quali titoli avesse per gestire la tesoreria, hanno scoperto che la scuola di Frattamaggiore (Napoli), dove Belsito sostiene di aver preso il diploma, era già fallita all’epoca e le firme sul documento parrebbero false. Da quanto si è appreso, infatti, Belsito avrebbe messo a verbale, davanti ai magistrati milanesi, di essere un «tributarista» e di essersi diplomato in Ragioneria presso una scuola privata a Frattamaggiore.

Gli inquirenti, confrontandosi con gli investigatori di Napoli che indagano sui fondi del Carroccio, avrebbero elementi per ritenere che quella scuola campana, all’epoca in cui l’ex tesoriere dice di essersi diplomato, aveva già chiuso i battenti. Dai primi accertamenti risulta inoltre che il diploma – acquisito agli atti – potrebbe essere fasullo, dato che le firme apposte parrebbero artefatte. Ma c’è di più. Belsito avrebbe raccontato agli inquirenti di essersi laureato in Scienze Politiche all’Università telematica (con corsi online) John Kennedy di Milano. Sulla cui esistenza ci sarebbero forti dubbi. Se i titoli conseguiti dall’ex amministratore sono finiti sotto la lente di ingrandimento delle procure, è per capire quali competenze avesse per essere nominato tesoriere di un partito.

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