Annuncio del sindaco Gianni De Magistris: “dal 2013 l’agenzia non opererà più per conto del nostro Comune”. Intanto anche altri amministratori si mobilitano per revocare l’incarico su tasse, contravvenzioni e tributi

Gianni De Magistris

La rivolta contro le tasse che “uccidono” parte dalla terra partenope.

Da gennaio 2013 Equitalia non opererà più la riscossione per conto del Comune di Napoli. Lo ha confermato ai giornalisti il sindaco di Napoli Luigi De Magistris, commentando il tentativo di suicidio del 72 enne Pietro Paganelli debitore, secondo i fratelli, di circa 30 mila euro al fisco.

«Da gennaio 2013 Equitalia non lavorerà più per il Comune di Napoli. Stiamo lavorando alla creazione di una una nuova struttura di riscossione con l’Anci – ha detto De Magistris – che possa gestire l’intera riscossione ‘in house’ all’ interno del Comune. Bisogna migliorare moltissimo rispetto quanto è stato fatto finora», ha aggiunto il sindaco di Napoli.

Equitalia, come ormai è ben noto, è la società pubblica incaricata della riscossione nazionale dei tributi. Un vero e proprio incubo per molti cittadini e imprenditori che si sono visti recapitare delle cartelle esattoriali con cifre esorbitanti da pagare. Qualcuno finisce sul lastrico non sapendo come fare a onorare i debiti. Altri, esasperati, si tolgono la vita. Le polemiche vanno avanti da mesi.

Nessuno contesta il fatto che i tributi vadano pagati, il problema, però, è che arrivare a dover corrispondere il doppio di quanto inizialmente dovuto (tra sanzioni e interessi) e magari vedersi pignorare la casa sembra solo un’ingiusta vessazione. C’è un movimento dei cosiddetti “Tea Party”, che vuole dire basta: ma non si tratta di uno sciopero fiscale.

L’intenzione, infatti, è perfettamente legale e si basa sull’immediata applicazione di una norma che affida ai Comuni la facoltà di riscuotere i tributi.

La legge, voluta da Tremonti nel 2005, fino ad ora non è stata applicata per motivi di opportunità: i sindaci, infatti, non hanno voglia di indossare i panni degli esattori. Con la recente legge n. 106/2011 è stato ribadito l’obbligo di provvedere in proprio alla riscossione, a partire dal 1° gennaio 2012. L’Anci, però, è riuscita a ottenere l’ennesima proroga. Se ne riparlerà dal 1° gennaio 2013. Ma passerà altro tempo, perché i Comuni dovranno indire delle apposite gare per gestire il servizio riscossione.

I Tea Party italiani, da tempo impegnati nella lotta contro l’eccesso di tasse e burocrazia, hanno organizzato una mobilitazione per convincere le amministrazioni comunali a mettere in atto una sorta di secessione da Equitalia. Chi aderirà? Napoli lo ha già fatto: e gli altri?

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