Funzionario dello Stato boccia nuova formulazione del ricorso ad un mutuo da oltre 500 milioni di euro destinato ai forestali in Sicilia. Governatore non ci sta

Raffaele Lombardo

Il conflitto, nonostante le parole diplomatiche del presidente della Regione, è “istituzionale”.

Dopo la seconda impugnativa con cui il commissario dello Stato, ha bocciato la nuova formulazione del ricorso ad un mutuo di oltre 500 milioni di euro destinato alle attività dei forestali in Sicilia, il governatore Lombardo e l’assessore all’Economia Gaetano Armao vanno al contrattacco e annunciano la decisione di promulgare comunque il disegno di legge approvato dall’Ars che dava l’autorizzazione al ragioniere generale di procedere alla stipula del mutuo.

“Nessuna querelle e nessun conflitto – esordisce Lombardo – comunque pubblichiamo la legge perché riteniamo – lo ha ritenuto anche il commissario dello Stato negli anni scorsi -che la destinazione delle risorse alla protezione e alla salvaguardia del patrimonio boschivo sia un investimento. Che si realizzi col lavoro dell’uomo è scontato. Quanto poi ai termini del mutuo, erano a disposizione all’assessorato al Bilancio già da mesi. Non capisco come si arrivi a questa decisione”.

Per procedere alla promulgazione della legge, comunque, – si legge su Blogsicilia – è necessario un passaggio formale all’assemblea regionale siciliana. In questo momento, infatti, il governo ha ottenuto attraverso l’ordine del giorno votato lo scorso 26 aprile dai deputati regionali l’autorizzazione a promulgare la finanziaria senza le parti bocciate dal commissario dello Stato. Per la promulga del disegno di legge con cui si reitera la richiesta del mutuo sul mercato finanziario, dunque, è necessario un passaggio approvativo in assemblea regionale nell’attesa che la Corte Costituzionale a cui la Regione chiederà l’intervento immediato per dirimere la questione, si pronunci nel merito.

E qui l’altro affondo del governatore: “Saremmo una regione a statuto speciale ma a differenza di quelle ordinarie subiamo controllo preventivo sulla legittimità delle nostre leggi. Una situazione paradossale, le altre istituzioni regionali approvano le leggi e le pubblicano e solo dopo il Consiglio dei ministri le impugna davanti alla corte costituzionale. Nel frattempo le leggi hanno avuto i loro effetti e il ricorso perde di significato. Noi invece, pur con tutte le prerogative statutarie speciali, ci siamo ritrovati ad essere l’ultima ruota del carro. Credo che ovviamente attraverso i pronunziamenti della Consulta, ma anche con la presa d’atto della nostra assemblea, dobbiamo insistere per riconquistare la nostra autonomia”. Sugli effetti pratici della bocciatura del commissario dello Stato, sia Lombardo che Armao spostano in avanti le prospettive peggiori, che cioè manchino nel bilancio della regione siciliana, i fondi a copertura dei pagamenti per forestali e dipendenti dell’Eas.

“Abbiamo verificato le disponibilità di cassa – ha tagliato corto il presidente della Regione – non mancheranno i soldi per gli stipendi nel breve periodo e non mancheranno nel lungo innanzitutto perché non c’è motivo per cui la Corte costituzionale non accolga le nostre motivazioni e poi perché una soluzione la troveremo. Comunque. Non manderemo sul lastrico 26 mila famiglie. Questa Regione non può assumersi una tale responsabilità e non lo farà”.

Sulla disponibilità del mercato finanziario, ovvero le banche, a concedere il mutuo alla Regione, in questa condizione di stand by, l’assessore Armao ha detto: “Fino ad oggi non ci sono mai stati problemi, visto che non è la prima volta che queste spese sono state finanziate attraverso i ricorsi al mutuo, parificate dalla Corte dei Conti, legittimate da pronunciamenti del Cipe. Il mercato finanziario ha sempre risposto in maniera positiva”.

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