Gioacchino Bonsignore, il vero gusto in cucina

Intervista all’ideatore e conduttore su Canale 5 della rubrica enogastronomica “Gusto”: “vi racconto dieci anni di ricette… Il segreto del successo è la continuità”.

Si chiama Gioacchino Bonsignore e, a dispetto del suo simpatico accento romano, ha origini siciliane. Trapiantato a Roma da anni, è diventato uno dei volti noti della tv curando da ormai dieci anni la rubrica enogastronomica “Gusto” in onda nelle reti Mediaset.

Il giornalista Bonsignore è stato ospite presso il salone di rappresentanza “Mario Scelba” del Comune di Caltagirone per celebrare il decennale della delegazione di Caltagirone e di quella di Gela dell’Accademia italiana della Cucina. Lo abbiamo incontrato e intervistato.

Parlando di ‘gusto’ e quindi di cucina… qual è il suo piatto preferito?
“Senza dubbio la pasta alla norma”.

Lei è autore della rubrica enogastronomica “Gusto” che va in onda su Canale 5. Ci saranno cambiamenti all’interno del programma?
“Per il momento diciamo che rimarrà così che con i tempi che corrono è già una cosa importante, poi si vedrà. Penso fortemente che la forza di queste trasmissioni non sia tanto farle crescere apportando o meno modifiche; ciò che conta è la continuità. Questa rubrica va avanti da dieci anni e nel settore della televisione non è poco perché in tv rimanere vivi è difficile”.

Lei è un giornalista affermato. Cosa le piace di più della sua professione?
“Questa è una professione che ti da la possibilità di conoscere tante persone, scoprire nuove realtà, vedere luoghi sconosciuti e provare esperienze diverse. Di sicuro occuparsi di argomenti sempre diversi è il lato più affascinante di questo lavoro”.

Come si fa ad arrivare dove è arrivato lei?
“Il mio è stato un percorso lungo. Ho frequentato l’Università, mi sono laureato in lettere, mi sono specializzato e sono stato all’estero. Ho iniziato un percorso, che lentamente mi ha fatto crescere e andare avanti mettendomi costantemente alle prova e facendomi sempre fare cose diverse. Come sai, questo è un lavoro particolare, fatto di alti e bassi, situazioni a volte piacevoli, altre meno”.

Il ricordo più bello da un punto di vista professionale.
“Di sicuro è stato quando mi hanno annunciato che sarei stato assunto per la prima volta e quindi mi sarei potuto iscrivere all’Ordine dei giornalisti”.

Cosa consiglierebbe a chi intende intraprendere la sua professione?
“Anzitutto deve sapere che è una strada tutta in salita soprattutto adesso che i posti di lavoro sono in diminuzione. Il nostro è un lavoro che sta profondamente modificando la sua natura, con una strada veramente in salita. Se dovessi dare un consiglio ad un giovane sicuramente suggerirei di studiare molto, imparare bene le lingue straniere, conoscere ed utilizzare al meglio le nuove tecnologie e i supporti tecnologici. Il giornalista del futuro deve essere una professionalità a 360°, deve essere in grado di offrire il prodotto finito”.

In questo momento si sente soddisfatto?
“In questo momento devo dire che tutto sommato sono contento. Prima, mentre ascoltavamo Sgarbi, è uscito fuori che i politici ci deludono, allora francamente in questa fase della mia attività professionale preferisco occuparmi di enogastronomia e cucina – non a caso curo la rubrica Gusto – e devo dire che sono contento: mi sembrano argomenti più concreti, sinceri e che possono portare maggiori benefici alla società rispetto alle tante chiacchiere che vengono fatte oggi dalla classe politica”.

Per il prossimo futuro, qual è il suo impegno immediato?
“Continuare a fare al meglio quello che faccio…”

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