L’uomo barricatosi all’Agenzia delle Entrate ora è in carcere. Ma l’Associazione Consumatori: “è solo una persona tranquilla con un debito di appena mille euro”

Luigi Martinelli

Passata la paura per la vicenda di ieri avvenuta a Romano di Lombardia, oggi sembra essere il giorno della comprensione e della solidarietà nei confronti di Luigi Martinelli, ex imprenditore 56enne che, in preda alle difficoltà economiche, si è barricato per ore nell’Agenzia delle Entrate del Comune bergamasco.

Gli aggettivi positivi nei suoi confronti quasi si sprecano, il fratello per esempio che lo definisce una persona tranquilla e che, a chi gli chiede allora le motivazione del suo gesto, risponde di girare la domanda a Monti, la “figura” che Martinelli per tutto il pomeriggio di ieri avrebbe invocato (e che, attraverso una nota sul sito del Governo, ha smentito la notizia che lo aveva descritto come disponibile al colloquio).

Sarà difeso gratuitamente dal Codacons – Ma non è solo il fratello a parlare di lui, oltre agli stessi protagonisti della giornata di ieri che più volte hanno ripetuto la loro impressione di trovarsi di fronte ad una persona che non avrebbe fatto del male, anche una vicina di casa ha definito Martinelli come una “persona molto disponibile, tranquilla e gentile” e il sindaco di Calcio le ha fatto eco parlando di un “gran lavoratore che conosceva benissimo”.

E adesso il Codacons, nella figura del presidente Carlo Rienzi, ha dichiarato di voler difendere l’uomo “pur non condividendo il suo gesto estremo”. L’associazione dei consumatori avrebbe deciso di farsi carico delle spese legali e di difendere Luigi Martinelli gratuitamente perché questa vicenda fa apparire in modo chiarissimo l’emergenza sociale in atto. Emergenza dettata da una crisi economica che dall’inizio dell’anno ha spinto al suicidio troppi imprenditori, ricordati oggi anche a Bologna dalle loro donne, e che ha evidentemente spinto un “uomo tranquillo” a sequestrare diverse persone per un pomeriggio.

Ora Martinelli è in carcere costantemente sorvegliato – Intanto Luigi Martinelli si trova adesso nel carcere di Bergamo, sicuramente confuso per quello che sarà il suo futuro, chiede costantemente cosa gli succederà. Dovrà sicuramente rispondere di diversi reati, tra cui quello pesante del sequestro di persona, e rischia una pena che oscilla dai sei mesi agli otto anni di reclusione. Lo ha spiegato, durante una conferenza stampa, il procuratore capo Massimo Meroni.

Andrebbero capite anche le reali motivazioni che hanno spinto l’uomo a questo gesto: dai primi accertamenti dell’Agenzia delle Entrate sembra che Martinelli avesse un debito nei confronti del fisco non superiore ai mille euro. Una cifra che, se confermata, non riuscirebbe a far comprendere un atto così grave.

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