Grandi esperti per formulare misure logiche già note a tutti: il controsenso della “Spending Review” mentre le banche impongono aumenti delle tasse e tagli alla spesa

i tagli del governo Monti

Le critiche piú recenti rivolte al presidente del Consiglio, Mario Monti sono due: la richiesta ai cittadini di denunciare gli sprechi e la nomina di tre super tecnici Enrico Bondi, Francesco Giavazzi e l’inossidabile Giuliano Amato.

La richiesta ai cittadini di segnalare gli sprechi tramite il sito del Governo, Palazzochigi.it, é stata criticata perché dimostrerebbe inadeguatezza.

La nomina dei supertecnici per creare una “Spending Review” é inoltre vista come una mossa politica in quanto un governo tecnico non dovrebbe aver bisogno di supertecnici, a meno che non sia interessato ad ottenere un rinnovo del mandato, questa volta cercando di vincere le elezioni politiche.

Con la “Spending Review” o “Revisione della Spesa Pubblica”, il Governo vorrebbe risparmiare 4,2 miliardi di euro (per evitare un aumento dell’Iva), intaccando gli aiuti alle imprese (compito di Giavazzi: economista alla Bocconi con dottorato a Mit), i costi della politica (Amato: due volte primo ministro) e riorganizzando ministeri (Bondi: supermanager incaricato di risanare Parmalat).

Ora, la richiesta di segnalare gli sprechi non é una cattiva idea ed é un ottimo sistema per coinvolgere tutti i cittadini. Questa, peró, deve essere accompagnata da misure severe da parte del Governo affiché la richiesta di segnalazioni sia esente da critiche.

Cosí com’é, la richiesta, pur restando un ottimo esercizio civico, rappresenta una distrazione che indica solamente come il Governo non possa effettuare le riforme necessarie, che sono note a tutti:
1) Eliminazione delle 110 province. Risparmio annuo di 12 miliardi.
2) Riduzione costi del Quirinale. Risparmio di circa 114 milioni l’anno su 228 milioni, portando i costi solamente al doppio di quelli di Buckingham Palace.
3) Risparmio sui costi della politica di almeno 4 miliardi su 13 miliardi l’anno.
4) Eliminazione del finanziamento pubblico ai partiti. Risparmio 185 milioni l’anno.
Con queste quattro misure lo stato risparmierebbe circa 16,3 miliardi l’anno.
Poi ci sono misure che il Governo ha in fase di attuazione:
a) Lotta all’evasione fiscale. Evasione stimata a 120 miliardi l’anno.
b) Lotta alla corruzione, il cui valore é stimato a 60 miliardi l’anno.
c) Risparmio di 10 miliardi l’anno sulle pensioni d’oro ai dirigenti di enti pubblici e politici. Circa 34.000 pensionati per un costo stimato di 34 miliardi. Questa proposta é stata bocciata al Senato.
In totale, implementando poche logiche volute dalla maggior parte dei cittadini e senza scomodare i supertecnici, il Governo potrebbe risparmiare annualmente 26 miliardi ed aumentare le entrate di almeno 100 miliardi l’anno.

Il problema principale per il primo ministro Monti é che il Paese é nelle mani di politici che rappresentano se stessi e non i cittadini. Ció é evidente da come vota il Parlamento. La forza di Monti, comunque, sta nel fatto che – fin quando non riesce ad effettuare le riforme per salvare sia l’Italia che l’economia europea – i partiti non vogliono andare alle urne per non subire scottanti sconfitte.

Inoltre, per rimanere al Governo e realizzare le riforme, Monti deve soddisfare le richieste dei banchieri, che impongono aumenti delle tasse e tagli alle spese, senza intaccare le tasche dei politici — provvedimenti quindi facilmente approvabili in Parlamento – affinché gli stessi banchieri possano essere ripagati per i prestiti fatti allo Stato.

Ad un certo punto Monti si renderá conto che non puó essere ricordato solamente come il ministro dei tagli e delle tasse e pertanto dovrá imporsi sui partiti e procedere a risolvere i problemi del Paese in modo logico ed efficace, come un buon tecnico sa fare.

© Riproduzione Riservata

Commenti