Riceve una cartella esattoriale e si barrica negli uffici del Fisco nel bergamasco con 15 ostaggi. La resa dopo 7 ore. Aveva fucile e pistole ma non è un folle. “Sono rovinato”

l'arresto dell'imprenditore Luigi Martinelli

Si chiama Luigi Martinelli, ha 54 anni ed è un imprenditore in gravi difficoltà finanziarie, l’uomo che nel pomeriggio si è barricato nella sede dell’Agenzia delle Entrate di Romano di Lombardia (Bergamo) con quindici ostaggi pochi minuti prima delle 16, orario di chiusura degli uffici. Poi ha cominciato a liberarli e ha tenuto solo una persona, un impiegato, liberato alle 20,55. Quindi si è arreso. Uscendo sotto scorta è stato applaudito dalla gente.

«L’uomo aveva un fucile a pompa e due pistole. Era visibilmente agitato. Lo ha fatto per rendere pubblica la sua situazione ed ha parlato genericamente di debiti». Lo ha detto il colonnello Giacinto Prencipe, vice comandante provinciale dei carabinieri. Il sequestratore è uscito dopo che per una decina di minuti gli uomini del Gis si erano appostati davanti all’entrata degli uffici. L’uomo ha sceso le scale ammanettato dal brigadiere Lorini di Romano di Lombardia, che da subito si è offerto in cambio degli ostaggi, e ha condotto per tutto pomeriggio la trattativa con l’uomo.

Martinelli è stato tradotto nella caserma di Romano di Lombardia, per essere posto sotto interrogatorio. L’uomo, incensurato, ha fatto irruzione all’ agenzia delle entrate dopo aver ricevuto una cartella esattoriale. «Si è presentato con un fucile e due pistole», ha confermato il comandante provinciale dell’Arma, Roberto Tortorella, fuori dalla caserma -. Ha sparato un solo colpo in aria, non perchè voleva far del male ma perchè era spaventato. Si è reso conto di quello che ha fatto, è dispiaciuto e ha stretto la mano al brigadiere che ha portato avanti la trattativa tutto il pomeriggio».

E’ un ex imprenditore bergamasco di 54 anni che in passato ha gestito un’impresa di pulizie. Di lui si sa che è separato. Aveva con sé due pistole e un fucile con cui ha sparato un colpo. Nessun ferito. L’uomo ha detto di voler parlare con la stampa. Ha urlato di essere in difficoltà economiche e di volersi togliere la vita. Un maresciallo dei carabinieri è entrato con un mediatore negli uffici per trattare. L’ultimo ostaggio liberato è stato accompagnato al pronto soccorso in evidente stato di choc. Il sequestratore oltre al fucile e alla pistola aveva in uno zaino molti proiettili. Si è arreso un quarto d’ora dopo aver liberato l’ultimo ostaggio. Decisivo l’intervento del mediatore e del sottufficiale dell’arma.

Il sequestratore ha fatto irruzione negli uffici dell’Agenzia delle Entrate poco prima delle 16, armato. Entrando ha urlato ai clienti di uscire di corsa, dopo di che ha trattenuto in ostaggio i dipendenti per alcuni minuti, poi ha rilasciato 14 impiegati. L’uomo ha sparato almeno un colpo di arma da fuoco, senza ferire nessuno. Tra i primi a fuggire dopo aver sentito lo sparo c’è una donna di 34 anni che abita al piano superiore dell’ufficio. La signora ha preso con sé il figlio di appena 2 anni ed è uscita di corsa dallo stabile.

L’ostaggio, nelle mani del sequestratore per alcune ore, si chiama Carmine Mormandi, 56 anni, da 30 impiegato all’Agenzia delle Entrate. L’uomo ha inviato un sms alla compagna, Tetyana di 39 anni e di origine ucraina, con scritto: «sto bene». «Ho sentito dell’irruzione per caso, in tabaccheria – ha detto la donna – e sono subito corsa per vedere cosa era successo». La compagna dell’ostaggio ha così provato a informarsi delle condizioni di salute dell’uomo inviandogli un messaggio sul cellulare, al quale il 56enne ha risposto rassicurandola.

Tra le ipotesi prese in esame, c’era anche, quella far intervenire il Gis, il Gruppo di Intervento Speciale dei carabinieri. Il corpo venne istituito il 6 febbraio 1978, in piena emergenza terrorismo, su impulso dell’allora Ministro dell’Interno Francesco Cossiga. Il reparto intervenne per la prima volta il 29 dicembre 1980, quando fece irruzione nel supercarcere di Trani (Ba), sgominando una rivolta di detenuti che avevano preso in ostaggio 18 Agenti di custodia.

Alla base del gesto «ci sarebbe una situazione familiare ed economica difficile», sottolinea il primo cittadino di Romano di Lombardia, Michele Lamera, ma «è ancora presto per un’analisi».

La sede dell’Agenzia delle Entrate era stata circondata dalle forze dell’ordine. Alcune decine di carabinieri hanno presidiato il piazzale davanti all’entrata degli uffici, in molti con in mano armi di ordinanza e indosso giubbotto antiproiettile. Sul posto anche numerosi funzionari della Questura e si è alzato in volo anche un elicottero dell’Arma. L’Agenzia delle Entrate si trova al piano terra di un edificio di 5 piani.

Il ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri, ha telefonato al Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Leonardo Gallitelli, per congratularsi per la positiva conclusione della vicenda verificatasi presso l’Agenzia delle Entrate di Romano di Lombardia «grazie anche al determinante intervento del vice brigadiere, Roberto Lorini, che con coraggio, professionalità e freddezza ha condotto la delicata trattativa fino alla liberazione di tutti gli ostaggi». Lo rende noto un comunicato del Viminale.

E’ l’ennesima vittima del “sistema Monti”, dove le tasse vengono imposte con cinismo sprezzante senza neppure porsi un interrogativo nè immaginare alcun passo indietro al cospetto di una spirale che sta producendo suicidi in successione e adesso questo pomeriggio di follia. Anzi non chiamiamola “follia”: perchè Martinelli è soltanto un imprenditore sommerso dai debiti che ha compiuto un gesto estremo per disperazione, e non un folle nè un criminale.

© Riproduzione Riservata

Commenti