L’Italia s’interroga e sentenzia sull’aggressione a Ljajic, il 19enne che dice: “sei più handicappato di tuo figlio”. Cronaca di una reazione furibonda ma comprensibile

Delio Rossi

Un ragazzino viziato, di 19 anni, che prende in giro un allenatore sotto gli occhi di tutti e cosa ancor più grave offende il figlio disabile. Eppure la Fiorentina ha deciso di esonerare il tecnico. Si potrebbe riassumare così il caso Rossi-Ljajic.

La società viola ha fatto una scelta per scaricarsi di responsabilità, mentre il giocatore e’ stato messo fuori rosa e multato.

Stangata su Delio Rossi dopo la rissa con il suo giocatore: l’ex tecnico della Fiorentina, esonerato mercoledì sera, è stato squalificato per tre mesi dal Giudice Sportivo.

“Ho chiesto scusa al signor Rossi dopo la gara per la mia parte in quanto avvenuto, quello che ho fatto era per un turbine di frustrazione e il mio grande desiderio di aiutare la squadra a vincere ancora una battaglia fino al termine della stagione”. È quanto ha scritto sul profilo facebook Adem Ljajic, il ventenne attaccante serbo protagonista dello scontro con l’allenatore durante la gara con il Novara. Dichiarazioni che, secondo quanto fatto sapere dalla società, sono considerate veritiere ma che non possono convincere nè assolvere il calciatore della vergogna della frase rivolta a Rossi.

“Purtroppo – afferma a sua difesa Ljajic in un italiano piuttosto stentato – mi sono portato via per essere stato sostituito così presto, in una situazione normale non avrei reagito in quel modo. Voglio scusarmi con la società e i tifosi e sono pronto a prendere qualsiasi punizione per questo comportamento. Vorrei inoltre augurare al signor Rossi tutto il meglio nel lavoro futuro”.

“Sono dispiaciuto e chiedo scusa a Firenze, ai miei giocatori, alla mia società – ha detto Rossi visibilmente scosso nella sua conferenza stampa d’addio -.Ma ci tengo a dire che ho visto cose che mi hanno dato fastidio: moralisti e perbenisti che si sono permessi di giudicare senza conoscere la storia di un uomo, la storia di un ragazzo che ha allenato i bambini, il settore giovanile, gli operai. Fino ai professionisti. La mia storia dice che io non mi sono mai permesso di dare giudizi lesivi su nessuno. Ho solo pensato a lavorare. Non devo dimostrare nulla, sono della cultura dell’esempio e continuerò ad esserlo».

“Ci sono alcuni punti fermi su cui non transigo. ll rispetto della mia persona, del mio lavoro e della squadra che alleno e soprattutto della mia famiglia. Se toccano questi sentimenti non va bene. Il mio è stato un gesto brutto, deprecabile, ma c’è ipocrisia. E’ stato detto “poteva farlo nello spogliatoio”. E perchè mai? In uno spogliatopio passava per un gesto virile e sanguigno invece davanti alle telecamere è un gesto di violenza? Non ho mai detto di essere Padre Pio. Ma non mi sono mai permesso di alzare un dito con nessuno, non l’ho mai fatto con i miei figli, figuriamoci con i miei giocatori. Ma su certe cose non transigo. Ho sbagliato, pago, sto pagando e pagherò”.

“C’è un proverbio indiano che dice “prima di dare un gudizio su una persona devi vivere camminando due giorni coi suoi mocassini”. Non voglio essere il paladino di nessuno. Ma molte volte ferisce più la lingua della spada”.

Rossi se ne va. Di questa storia assurda resta quella frase ignobile del ragazzino calciatore: “sei più handicappato di tuo figlio”. Parole dette a chi ha davvero un figlio disabile. Ecco perchè Rossi non potrà essere giustificato ma va compreso per il gesto compiuto. La rabbia di un uomo ferito non soltanto sul rettangolo di gioco ma negli affetti più profondi e intoccabili della propria vita privata. Il calcio qui non c’entra niente. Questione di educazione.

In tanti hanno commentato la vicenda e tutti hanno detto di essere onorati di conoscere Delio da lungo tempo e lo considerano una delle poche, pochissime persone squisite, corrette e ammirevoli di questo strano mondo del calcio. Questo, ovviamente, non basta a cancellare la gravità di quanto avvenuto ma la spiega.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=ak3RLtFdTzg[/youtube]

© Riproduzione Riservata

Commenti