Il futuro di Isola Bella è sempre più un rebus. Dopo la sentenza del Tar di Sicilia che, accogliendo un ricorso della Provincia di Messina, lo scorso marzo ha tolto la gestione al Cutgana, l’oasi naturale è rimasta ancora una volta terra di nessuno. Non c’è un ente gestore e i tempi per una svolta in tal senso sembrano lunghi, e all’orizzonte c’è soprattutto il rischio che nella Riserva naturale orientata si possa compiere qualche altro scempio ambientale.

Per cercare di tutelare Isola Bella si sta muovendo su un doppio binario il Wwf, che sino al 2006 ha gestito la Riserva e da allora non ha smesso comunque di interessarsi alle travagliate vicende dell’area.

L’avv. Aurora Notarianni, legale del WWF ha presentato al Tribunale di Messina un’istanza di opposizione alla seconda richiesta di archiviazione dell’esposto presentato il 12 settembre 2009 nel quale l’ente ambientalista ha denunciato, con atti a supporto, ipotesi di reati ambientali nella Riserva naturale di Isola Bella.

In oggetto all’esposto in questione, per altro, il Gip rilevò a suo tempo (con ordinanza del 13 dicembre 2010) la necessità di disporre “accertamenti volti a verificare l’eventuale violazione, essendo gli interventi, pure documentati fotograficamente, ricadenti in zona sottoposta a vincolo”. Furono anche disposti, a seguito di ciò, tre mesi di ulteriore attività investigativa: eppure la Procura adesso intende chiudere definitivamente la pratica e archiviarla.

A questa prospettiva si oppone strenuamente il Wwf. L’avv. Notarianni ha prodotto e depositato in questi tre anni un dossier fotografico contenente delle immagini inerenti gli “abusi edilizi perpetrati” e “la diminuzione delle specie arboree”, nonché interventi per strutture ricettive che hanno cambiato volto all’oasi naturale.

“Negli anni – scrive il legale del Wwf – si è osservata la tecnica di costruire terrapieni ricoperti di alberi o arbusti, di svuotare i terrapieni a lavori ultimati e realizzare le aperture togliendo le pietre e, quindi, eliminare la vegetazione posta a copertura”. E ancora una volta si chiede che gli accertamenti possano proseguire e attestare perché Isola Bella non è più la stessa di qualche anno fa: l’ipotesi di reato è quella di deturpazione del patrimonio naturale.

E sempre il Wwf si è mosso in questi giorni anche per contestare con un’altra apposita istanza che intende bloccare la richiesta presentata presso la Capitaneria da una struttura alberghiera sita in zona Isola Bella per “modifiche sulle strutture balneari già in concessione con l’ampliamento della concessione demaniale marittima esistente per complessivi mq. 200 da utilizzare per la posa di tavoli e sedie su apposita pedana in località Isola Bella”.

La situazione di Isola Bella rischia di restare ancora a lungo all’insegna dell’incertezza, anche perché l’assessorato al Territorio ed Ambiente dovrebbe procedere all’affidamento della Riserva ad un ente stavolta tramite gara pubblica e al momento gli scenari a Palermo sono quanto mai incerti. Sin qui esiste ancora una doppia competenza di gestione: una riguarda, appunto, la Riserva (oggetto della recente contesa al Tar), che è di competenza dell’assessorato al Territorio ed Ambiente, mentre l’isolotto è di pertinenza dell’assessorato ai Beni culturali e quindi della Soprintendenza.

Il Movimento Azzurro (Ecosezione di Messina), che al tribunale etneo ha sostenuto ad adiuvandum la Provincia di Messina, ha auspicato per il futuro che si possa arrivare ad un’intesa alla Regione tra i vari assessorati per determinare un’unica competenza e gestione di tutta l’area di Isola Bella.

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