Il governo dell’alta finanza sempre più spietato con gli italiani. Come può immaginare Monti di fare ripartire i consumi se le famiglie sono alla povertà? Ora basta

i tagli di Mario Monti

Se gli italiani non usciranno dalla cultura dell’indifferenza non ci sarà speranza per il nostro paese. Almeno la pensava così Antonio Tabucchi, che imputava all’indifferenza degli italiani uno dei mali più grandi del nostro paese.

E proprio in virtù di questa lezione provo una profonda indignazione a leggere sui quotidiani di Monti, della Fornero e dei vertici dei sindacati, che parlano e parlano, ma nella sostanza fanno ben poco.

Il governo Berlusconi sicuramente è stato la causa di molti mali per l’Italia, ma Monti con il silenzio di gran parte dell’opinione pubblica italiana sta accrescendo in maniera esponenziale la crisi sociale.

Anche se sono cambiati gli attori, non è cambiato nella sostanza il modo di fare politica.

Ci vogliono convincere che abbiamo acquistato credibilità all’estero, che siamo  migliorati, che ora abbiamo visibilità migliore rispetto a prima, ma la realtà non è questa. La verità è che siamo in recessione e che la crisi  economica  e quella sociale avanzano di pari passo. Ma della prima si parla e si snocciolano cifre, la seconda volutamente si finge di ignorarla.

Si finge di ignorarla non perché non la si conosce, ma perché al governo non interessa se gli italiani non ce la fanno a pagare le bollette, se non possono garantire un’istruzione ai loro figli, se sono sempre più poveri.

Siamo all’assurdo; dobbiamo dircelo.  La nostra politica è inchiodata ai valori altalenanti dello spread e tutto passa in secondo piano. Non c’è un’idea di sviluppo  o un piano per la crescita e nessun progetto di ammodernamento del nostro paese. Ci domandiamo: speriamo davvero di poter vincere le sfide del futuro con questa classe dirigente?

Se questo è il governo Monti, diciamocelo in tutta onestà, è stato una grande delusione. Ci si aspettava molto di più e di giorno in giorno se ne stanno rendendo conto i cittadini che sono costretti a fare i conti con l’affitto che è sempre più caro; con il costo sempre più alto dei carburanti.

Si tratta di una realtà evidente, che è sotto gli occhi di tutti, ma fingiamo di non accorgercene. Preferiamo ignorarla e fingere che non esista.

Ci domandiamo: perché il governo dei professori non fa nulla per abbassare il prezzo dei carburanti, dei generi alimentari, delle case, degli affitti, dei trasporti?Possibile che non si può fare niente? Come possono i consumi ripartire se  le famiglie sono ridotte in povertà? Ma è chiaro che a Monti e al suo governo questo non interessa.

Il governo dei professori mira solo a tutelare l’alta finanza e poco si preoccupa del bene comune e della salvezza della patria. È slogan propagandistico, che serve a tenere buona l’opinione pubblica che non ha il coraggio di ribellarsi contro uno Stato vessatore, che fa pagare le ruberie di una classe politica degenere ai cittadini.

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