Mazzarri lascia a fine stagione, un intero popolo adesso chiama Diego: è lui l’uomo ideale per la successione del tecnico toscano. Il “Re” a Roma per la finale di coppa

Diego Armando Maradona

L’ultima battaglia di un ciclo e l’ora del bivio per il futuro: tutto in una notte, il 20 maggio a Roma. La finale di Coppa Italia contro la Juve, sarà il tramonto dell’era Mazzarri per il Napoli.

Comunque vada a finire contro i bianconeri, l’allenatore toscano chiuderà la sua intensa e positiva esperienza sulla panchina azzurra. “Sono stanco, sono stanco”, ha ripetuto due volte prima del fischio d’inizio di Roma-Napoli, in un labiale carpito dalle telecamere ed è la frase che dice tutto sull’epilogo di una stagione, che ha comportato un dispendio d’energie fisiche e piscologiche enorme nell’ambiente partenopeo.

All’Olimpico, il 20 maggio, ci sarà in tribuna un tifoso speciale: Diego Armando Maradona, al fianco degli azzurri per spingerli ad abbattere l’odiato nemico di sempre. Ora più che mai – fisco permettendo – Diego ha le carte in regola per riprendersi il Napoli da protagonista e diventare simbolo della squadra di Aurelio De Laurentiis.

“Presidente, vogliamo vincere”, è il messaggio dei tifosi che stanno accompagnando la squadra anche nella difficile rincorsa al posto Champions. Terzo posto o qualunque altra posizione sia, il messaggio chiaro ed il prossimo campionato sarà un appuntamento da non fallire per riportare lo scudetto a Napoli.

Serve una scossa rigenerante per non vanificare le basi che già ci sono e per evitare che la pressione faccia esplodere un ambiente scosso da sogni infranti e aspettative enormi. Questo Napoli era stato costruito per lottare contro Milan e Inter, sulla carta è più forte della Juve, eppure è scoppiato nell’annata della svolta.

Ecco perchè il domani chiama a gran voce una mossa coraggiosa, un coup de théâtre che sappia galvanizzare Napoli e i napoletani di tutto il mondo. La mossa da fare è scritta nel libro del destino: affidare la panchina il prossimo anno a Maradona. Scelta senza una logica? Tutt’altro.

Non sarebbe una suggestione mediatica, nè un illusorio tuffo nostalgico nel passato. Si parla di nomi come Montella, giovane allenatore promettente ma inesperto, e qualunque altra alternativa oggi è un rebus. Napoli non può permetteresi di rischiare nulla. Il tempo delle scommesse è finito, eccezion fatta per l’azzardo più grande.

Il ritorno di Maradona per scrivere insieme, ancora una volta, la storia. E’ il sogno di intere generazioni di tifosi del Napoli. L’uomo della rivincita, 22 anni dopo, al “San Paolo”, non da turista ma da allenatore: lo scenario pazzo e perfetto che riporterebbe gli occhi del mondo su Napoli e metterebbe paura alle grandi del Nord.

Un segnale forte in quel calcio italiano dove il divario di un tempo è finito ma è rimasto invece il razzismo di sempre. Il vero Maradona inarrivabile era e resterà solo quello visto in campo: si sa, tuttavia, che nello sport come nella vita le motivazioni e gli stimoli sono aspetti determinanti per compiere le imprese.

A Napoli c’è bisogno di un leader, un grande motivatore, un uomo di campo che sappia tenere unito l’ambiente e caricarlo. Chi meglio di Maradona? Non è difficile immaginare l’entusiasmo dirompente di una città agguerrita più che mai al fianco del proprio “Re”, e dai tifosi alla critica sarebbe inevitabile schierarsi tutti dalla stessa parte per tornare a dettare legge in Italia e in Europa.

Maradona a Napoli e il Napoli con Maradona sono un capitolo a parte. Chi andrebbe via da Napoli sapendo di poter essere allenato da Diego? Forse Lavezzi vuole andare via in ogni caso ma il Napoli continua e non si ferma all’addio dell’argentino tanto funambolico nel dribbling quanto poco prolifico sotto porta.

L’avvocato Angelo Pisani, legale del Pibe de Oro, ha affermato che Diego potrebbe lasciare a giorni la panchina dell’Al Wasl: “Se lascia i Paesi arabi Maradona sarà a Napoli molto presto. E’ risolto il problema del fisco e sta per rientrare in Italia per la gioia dei tifosi. La legge “Salva Italia” del governo Monti blinda la sentenza del ’94 a favore dell’ex Calcio Napoli, ormai considerabile passata in giudicato ed anticipo il ritorno in Italia di Maradona mai risultante evasore fiscale e vittima di una cartella pazza di Equitalia. Diego avrà, intanto, la cittadinanza onoraria a Napoli per meriti sportivi. Potrebbe creare tanto entusiasmo e porterebbe parecchio entusiasmo alle vecchie generazioni e a quelli più giovani che lo hanno conosciuto solo attraverso i video”.

De Laurentiis può e deve puntare su Maradona, uomo immagine senza eguali, personaggio dal carisma totale, garante e polizza assicurativa sul proprio parco giocatori, una formidabile macchina da soldi che farebbe lievitare le entrate della società. Uno che ama Napoli e la conosce come nessun altro. L’attore più importante di sempre alla corte del produttore e presidente.

La tattica? Gli anni recenti insegnano che la differenza può farla proprio l’aiuto di un valido allenatore in seconda. In fondo i risultati di Mazzarri a Napoli non sono “figli” della tattica ma del cuore, il carattere e le motivazioni. Allora, non ci può essere sfida più immensa e avvincente che inseguire il terzo scudetto con Maradona in panchina. E c’è chi giura che De Laurentiis ci sta pensando…

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