Domani Cdm, il piano di Monti: lotta all’evasione per evitare aumento Iva di 2 punti. Attesa la presentazione della “spending review”. Bce: “accorpare le province”

Mario Monti

Mentre continua la stangata totale agli italiani, domattina è in agenda un’importante seduta di Consiglio dei Ministri.

Intanto arrivano già richieste, pressioni, veti e avvertimenti, ma soprattutto proposte contrastanti, dei partiti al premier Mario Monti, che si appresta a mettere mano alla “spending review”, la revisione della spesa pubblica.

L’operazione si pone l’obettivo di evitare l’aumento dell’Iva, innanzitutto, per poi reperire fondi per qualche misura di crescita. Sempre tenendo fermo l’obiettivo del pareggio di bilancio. Dalle reazioni dei partiti arrivano suggerimenti e proposte, ma anche paletti. Intanto si fa sentire anche la Bce di Mario Draghi, con la sua ricetta sui tagli alla spesa, fatta di accorpamento delle province e liberalizzazioni.

Bce. Riportare al centro del dibattito l’accorpamento delle province e il capitolo concorrenza e liberalizzazioni per rilanciare la crescita. È l’auspicio su cui si ragiona in Bce dove si guarda «con attenzione» alla spending review. Accorpare le province – si ragiona- «sarebbe l’unica, vera misura di taglio di costi della politica».

La spending review. Gli occhi sono puntati sul lavoro di revisione impostato dal ministro Giarda, il quale però finora ha voluto raffreddare facili entusiasmi. Il rapporto che sarà esaminato in Consiglio dei ministri non conterrà ricette operative ma solo una ricognizione delle criticità, ministero per ministero. Eventuali decisioni toccheranno al premier. L’obiettivo primario è salvaguardare i risparmi già previsti dalle manovre precedenti e contabilizzati nel Def, per scongiurare un aumento dell’Iva in autunno. Per andare oltre bisognerebbe agire in profondità nella direzione indicata dal secondo decreto di emergenza della scorsa estate (sulla base di un emendamento del senatore Morando): unificazione degli uffici pubblici a livello provinciale, integrazione tra le forze dell’ordine, razionalizzazione dei tribunali.

Di Pietro. «La Bce non sa che nel nostro Paese non basta l’accorpamento delle province per risparmiare. Per eliminare veramente gli sprechi della politica è necessaria la loro eliminazione. Per questo, l’Italia dei Valori si è sempre battuta per cancellare questi enti obsoleti e inutili ed ha anche depositato una proposta di legge d’iniziativa popolare». Ad affermarlo è Antonio Di Pietro, leader dell’Idv. «Le funzioni delle province – dice ancora Di Pietro – possono essere svolte da altri organismi: dai Comuni a livello locale e dagli assessorati regionali a livello extraterritoriale. Con questi tagli, avremmo potuto già da tempo avere un risparmio notevole, ma la politica, non volendo rinunciare al suo sottobosco, ha fatto il solito compromesso che non produce alcun risparmio e al tempo stesso non garantisce funzionalità ed efficienza».

Pd. Per il Pd, non sarebbero accettabili ulteriori tagli al comparto scuola. «Sono sicuro che Giarda pensa di entrare con il cacciavite in questi meccanismi perché usare la mazza non va bene», dice Pier Luigi Bersani. E rilancia la tassazione delle transazioni finanziarie: «Vogliamo farla una tassa sulle transazioni finanziarie perchè la finanza paghi parte di quello che ha fatto e non ricada tutto sulle spalle del debito pubblico?». Per il segretario del Pd è inoltre fondamentale «intensificare la lotta all’evasione. Noi abbiamo una sperequazione rispetto all’Europa cha fa paura».

Pdl. Per il Pdl sono le forze dell’ordine a dover essere esentate dai tagli. «Chi vuole meno carabinieri e meno polizia sarà bocciato senza esitazioni. Ho avvertito Giarda da tempo», dice Maurizio Gasparri. E poi, basta tasse. Questo lo slogan del Pdl nella campagna per le amministrative. «Il Paese non può sopportare ulteriori tassazioni», ribadisce Angelino Alfano.

Fli. «Se il governo intende tagliare solo 5 miliardi di euro di spesa pubblica ci troviamo dinanzi a una presa in giro degli italiani. Nel calderone della pubblica amministrazione ci sono decine e decine di miliardi di euro che finiscono in sprechi, clientele e corruzione», afferma il vicepresidente di Fli, Italo Bocchino. «La sanità – aggiunge – è un buco nero dove recuperare risorse, le regioni e le province buttano miliardi dei contribuenti e ben 40 miliardi all’anno vanno a fondo perduto ad imprese collegate alla politica che non creano nè ricchezza nè occupazione. Monti tagli davvero la spesa pubblica improduttiva».

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