Provocazione in tv del conduttore di Servizio Pubblico: “invierò curriculum a Monti, ho i titoli per la nomina”

Michele Santoro

«Io e Freccero potremmo affrontare qualunque altro ticket e venirne fuori bene: abbiamo l’esperienza e la carta della multimedialità e se uno non vuole fare tagli dolorosi deve investire nella multimedialità». Così Michele Santoro, ospite di “In mezz’ora” ha parlato della candidatura sua a direttore generale Rai in ticket con Carlo Freccero presidente.

«Manderemo i curricula a Monti e a Napolitano – ha annunciato Santoro – vedremo come li analizzeranno. Quando ci sono cariche pubbliche in ballo devono dirlo in maniera trasparente, non andando a parlarne con Bisignani e Letta. Vorrei che Monti ci dicesse qual è il percorso di questi curricula? Quali sono le scadenze. Vorremmo vederli prima delle nomine, non dopo. Io voglio vedere quelli che fanno parte delle cricche e delle camarille che presentano i loro curricula…».

Sul suo futuro da conduttore Santoro non si sbilancia: «Ho contatti con La7, con Sky, con qualunque altro operatore televisivo. Lo faccio da produttore indipendente. Avrei volentieri contatti con la Rai, ma mentre per altri editori la situazione è cambiata, per la Rai no». Secondo Santoro, prima «gli editori cercavano un tipo di precauzioni per cui non aveva senso andare da loro dopo aver lasciato la Rai. Oggi si respira un’aria diversa, gli editori sentono di dover scommettere di più, anche se i condizionamenti ci sono ancora».

«Gli editori sentono meno il peso di Berlusconi sul sistema – ha spiegato il giornalista -. Gli editori hanno interessi extra è sono molto ricattabili. Oggi Berlusconi non è più premier e questo ha un peso. Il conflitto di interessi però non è una malattia solo di Berlusconi, coinvolge tutti, anche la sinistra, che ha la sua diramazione di conflitto di interessi in Rai. Il problema è che non siamo arrivati alla rivoluzione copernicana che mette al centro gli autori. È uno scandalo che in Rai non ci sia Luttazzi, che non ci sia Paolini».

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