Monito del presidente Raneri: “la città vive ormai di rendita e non è competitiva. Valutare la caratura delle persone per dare nel 2013 un governo a questo paese”

Eugenio Raneri

Il presidente del Consiglio comunale, Eugenio Raneri, torna a fare il punto sulla situazione politica e, ad un anno ormai dalle elezioni, prova a “tracciare” la strada sul percorso da intraprendere per provare a dare una svolta a Taormina dopo il fallimento dell’attuale Amministrazione.

L’AGENDA CONSILIARE. “Nella prossima seduta si parlerà del regolamento tariffe per l’acquedotto, poi si andrà alla sessione di bilancio e quest’anno anno il documento di previsione finanziaria andrà esitato entro fine giugno. Ovviamente ciò vale anche per il Piano Triennale delle Opere pubbliche”.

IL RUOLO DEL CONSIGLIO. “Il Consiglio comunale è preposto ad essere organo di programmazione. E’ chiaro che questo aspetto non può essere sottovalutato. Le recenti vicende locali hanno cambiato in modo ormai chiaro la geografia della maggioranza in Comune. C’è, inoltre, l’assenza di proposte e iniziative idonee da portare in dibattito in sede di Civico Consesso. Per quanto mi riguarda il riferimento o “il faro” non può essere che il programma della coalizione.

“LA SCUOLA DEI SINDACI”. “Ho parlato di una scuola per candidati a sindaco e, per altro, ho potuto constatare che i media e qualche “commentatore” si è fatto carico di analizzare anche la mia posizione. E’ stato anche evidenziato che a me manca un partito e potrei dire allora che io “l’idoneità” l’ho presa in Svizzera… Ad ogni modo il futuro sarà dettato dalle mie personali valutazioni che farò con l’Associazione che rappresento in Consiglio comunale”.

“TAORMINA SENZA AMMINISTRAZIONE”. “Quello che sicuramente assente dall’attuale dibattito politico è una visione di sviluppo della città, che a mio avviso non può essere ricondotta solo ai programmi elettorali da sottoporre agli elettori, Ad ogni tornata di voto gli stessi programmi vengono proposti e riproposti con parole diverse, ma i nodi da sciogliere sono i medesimi e restano irrisolti. A Taormina manca un’Amministrazione da un ventennio”.

“I VOLTI PER IL 2013”. Sono gli uomini che si devono fare carico di dare la prossima volta un’Amministrazione a questa città che non è più competitiva e vive di rendita, mentre altre località con storie simili rimangono competitive sul mercato. Ecco perchè la “facile” definizione che io sia una “risorsa” la ritengo riduttiva, in quanto al di là dell’appartenenza la competenza non può essere usata ad uso e consumo quando conviene”.

“LA CRISI POLITICA”. “La crisi politica attuale evidenzia che le attuali critiche che vengono proposte ai partiti sono innanzitutto una mancanza di credibilità, riconducibile sia alla gestione interna sia al rinvio di decisioni che non possono essere rinviate alle “calende greche” in uno scenario ormai globalizzato. Mentre c’è un governo tecnico che si sta facendo carico di provvedimenti dolorosi per arginare la crisi, l’unica trovata di buona parte dei partiti  è quella di sciogliersi per proporre nuove sigle o aggregazioni, non comprendendo che agli elettori cambi di sigle o scioglimenti tipo “magnesia San Pellegrino” non portano da nessuna parte”.

“NO AL GRILLISMO”. “Le idee camminano sulle gambe degli uomini ed è opportuno che si cominci a pensare alla caratura delle persone che vengono scelte per amministrare, se non si vuole cadere nella trappola del “grillismo”.

I GIOVANI. “I giovani non possono più ricondurre tutto ad una contestazione blanda in cui la politica diventa solo scandali e latrocinio, ma devono capire che la politica può e deve essere impegno continuo, ricerca, analisi e scelte finalizzate ad un futuro che oltre al lavoro dia prospettive di crescita, non effeimere e illusorie ma durature e stabili”.

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