L’ex premier smentisce di ambire alla successione di Napolitano e aggiunge: “non mi sono mai pentito del passo indietro. Lealtà assoluta verso Angelino Alfano”

Silvio Berlusconi

«Non è vero che penso al Quirinale come al mio futuro. Quello che spero è che, profittando della pausa della contrapposizione tra centrodestra e centrosinistra, si possa arrivare a un cambiamento dell’assetto istituzionale che renda finalmente governabile questo Paese». L’ex premier Silvio Berlusconi sceglie il settimanale Gente per lanciare un messaggio conciliante mentre sale la temperatura politica alla vigilia del voto amministrativo.

«Il mio impegno in politica potrebbe concludersi con questo successo», anticipa Berlusconi che sembra voler rispondere a quanti scommettono sulla sua intenzione di tornare al più presto al centro dell’attività politica. Comunque non intende ritirasi a vita privata come uno sconfitto e l’uso del condizionale fa pensare anche ad una sua permanenza. Il Cavaliere, inoltre, rivendica sempre la bontà delle sue scelte fino a quella di fare un passo indietro e passare il testimone a Monti a Palazzo Chigi e ad Alfano alla guida del Pdl, fugando il sospetto che abbia dovuto subire in entrambi i casi.

Il passo indietro. «Non me ne sono mai pentito. Pur avendo la maggioranza nelle due Camere, d’accordo con la direzione del mio partito – ricorda Berlusconi nell’intervista – decisi di fare un passo indietro nella speranza che, con un governo tecnico, si potesse avviare un confronto tra maggioranza e opposizione per approvare quelle riforme indispensabili per la governabilità del Paese». «Monti, di cui conoscevo la serietà e la competenza, ha avuto – puntualizza l’ex premier – il mio appoggio, unitamente a quello del Pdl e spero che possano realizzare anche i provvedimenti che il mio esecutivo aveva avviato».

Accordo tra maggioranza e opposizione. «Per cambiare davvero l’Italia – spiega Berlusconi a sostegno della sua decisione di dimettersi – occorre qualcosa di eccezionale, un accordo tra maggioranza e opposizione che, profittando di un comune sostegno a un governo di tecnici, realizzi quelle riforme che una parte politica da sola non può realizzare».

Stima per Alfano. «E’ una persona di grande intelligenza e di assoluta serietà. Tra me e lui c’è una sperimentata identità di idee, un’assoluta lealtà e un affetto profondo», ha detto poi riferendosi al segretario del Pdl, Angelino Alfano. Se Berlusconi auspica intese sulle riforme istituzionali non altrettanto aperto è verso la Rai che il centrosinistra, ma anche il governo, vorrebbe riformare . «Lo scorso anno – osserva – ha chiuso con un bilancio in attivo, non c’è quindi necessità di un commissariamento. C’è già una legge che ne regola la governance e non vedo l’utilità di cambiarla».

Alfano torna a blandire la Lega. «Noi -spiega- abbiamo dato al Paese stabilità e riforme governando con la Lega e non abbiamo mai ritenuto chiuso del tutto il nostro rapporto con il Carroccio, nonostante la Lega abbia scelto di separarsi da noi per queste elezioni amministrative non già per un problema relativo alle singole comunità locali ma per una scelta politica nazionale perchè noi abbiamo deciso di sostenere il governo Monti e loro no».

Rapporto con la Lega non è chiuso. «Per la prospettiva – sottolinea il segretario del Pdl – noi non riteniamo chiuso il rapporto con la Lega così come non lo riteniamo chiuso con i segmenti moderati del sistema politico italiano, perché noi faremo una grande offensiva diplomatica per riunire i moderati italiani e far sì che loro possano tornare a governare insieme il paese».

Il no di Maroni. Roberto Maroni, riguardo all’apertura all’alleanza con la Lega avanzata dal segretario del Pdl, ha sottolineato che tutto verrà deciso con i militanti al prossimo congresso federale a fine giugno. «Ringrazio per la generosità dell’amico Alfano, e lo dico in senso ironico – ha detto all’agenzia Ansa Maroni, a margine di un comizio a Jesolo – ma la Lega deciderà autonomamente che cosa fare al congresso federale».

I militanti vogliono andare da soli. Il leader del carroccio ha poi sottolineato di aver girato «molto in questi giorni. in queste settimane ed ho incontrato i militanti per spiegare quello che sta succedendo e sentire i loro umori. Mi pare – ha osservato – che la stragrande maggioranza, anzi la quasi totalità, hanno condiviso la scelta di andare avanti da soli alle amministrative e sono orientati in questa scelta anche in futuro per le prossime elezioni politiche. Questo il sentimento più diffuso e ci sono altre valutazioni che faremo al congresso federale».

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