Mentre ogni giorno c’è chi si suicida per la crisi, in tante regioni italiane imperano ancora spese scriteriate che gravano sui bilanci e ricadono poi sulle nostre tasche

Pietro Giamborino in pensione a 55 anni

Bilanci e privilegi, sprechi e debito pubblico. Carrellata del disastro economico-sociale di un’Italia che scivola, scivola sempre più in basso. Classifica Ocse: Ungheria, paese dell’est Europa che non gode certo di grandi ricchezze, è davanti il Bel paese.

Ma in questo scenario politico “votato” a dilaniare con tassazioni sanguisuga i cittadini, recriminano la loro autonomia le Regioni. In che modo? Stringendo la cinghia come chiede il tecnicissimo prof. Monti? No, non bisogna sfigurare al cospetto di Montecitorio.

L’imperativo è adeguarsi. Eccola servita la sfida: governo vs regioni. In lizza: la scalata agli sprechi. Spese folli… dichiaratamente in nome dell’autonomia! Bilancio? In dieci anni uscite lievitate del 75%.

Parte il tour regionale. Capitolo Sicilia: “ben 454 mila euro investiti per la Zelkova”. Cosa sarà mai questa Zelkova, si chiederanno i siciliani? Una comunità, un quartiere, un polo? Niente di tutto ciò! Rara pianta che la regione vuole salvaguardare servendosi di esperti consulenti. Parcella: 150 mila euro! Chiarissimo esempio di come “spalmare” utilmente il denaro pubblico in nome di un’altisonante e battagliera autonomia. Sul suo blog Raffaele Lombardo definisce la finanziaria varata dal governo “di straordinario rigore”.

Come non dargli torto… ma il suo impegno per la Sicilia? Si, non dimentichiamo la Zelkova e continuiamo con Zorro. Cavallo donato dal governatore a Villa delle Ginestre, casa di cura per pazienti con lesioni spinali. Zorro è indispensabile per l’ippoterapia. Alle casse regionali il vecchio destriero costa 2.335 euro mensili. Però, cifra stellare considerando che mantenere un purosangue costa la metà. Peccato che i pazienti non possano nemmeno godere del trattamento. Il paradosso? Non ci sono i soldi per compare una sella! Che intenti nobili quelli del governatore animalista ed ambientalista.

Risalendo lo stivale ci si accorge che c’è anche un capitolo Calabria. Pietro Giamborino, consigliere regionale, rinuncia al 5% del vitalizio e abbandona la poltrona per godere del pensionamento. Età? 55 anni e una sola legislatura in consiglio. A dispetto di milioni di italiani che vedono sempre più allontanarsi l’agognato ritiro per anzianità di servizio.

Ma non finisce qui. Chi paga i 185 mila euro annuali per sostenere le “spese di rappresentanza” del presidente dell’assemblea regionale Francesco Talarico?

Risali, risali e scopri gli sprechi campani… Bastano 24 consiglieri e le proposte di legge regionale non avranno bisogno del placet dell’ufficio delegato a controllare la copertura finanziaria. Così, per avviare una procedura legislativa, magari anche dispendiosa e inutile, basterà una “relazione tecnica” della giunta competente in materia di bilancio. E pensare che il governatore campano Calderolo aveva proposto quell’ufficio proprio per contenere le spese ed evitare gli sprechi… Vi risulta?

Uscite (sprechi) regionali nove anni da record: da 119 a 209 miliardi di euro. Miliardi non milioni. Un dato che da solo costituisce un quarto della spesa pubblica. Quindi un quarto della nostra spesa pubblica votato allo spreco. Regione capofila l’Umbria con un’impennata al 143% delle uscite seguono Sicilia 125,7%, Emilia Romagna 125%, Basilicata 115,2%, Piemonte 91,8% e Toscana 84,6.

In questo tour “dell’orrore” merita menzione anche la Regione Lazio. Oltre alle sedi istituzionali gode di 13 fabbricati a uso residenziale e 367 appartamenti. Tutto qui? Figuriamoci. Spende ogni anno 20 milioni di euro per l’affitto di altri immobili. Mentre uomini e donne si suicidano perché usurpati, con le spalle al muro e con ipoteche sui beni.

Regione Lombardia: 570 milioni di euro per la nuova sede… anzi definiamola pure reggia dotata di ogni comfort , eliporto e foresteria. Tutta per il governatore. Coronata da gingilli e suppellettili vari che da soli valgono 127 mila euro.

Uno stato, venti regioni. Spese irragionevolmente folli. Un diritto, giustissimo, all’autonomia ma veramente tale da giustificare simili bilanci?

Tassa il governo, spreca la Regione e paga il cittadino. Piange la Fornero, a zonzo Passera. E tu italiano? Stringi la cinghia e contribuisci alle spese dei nostri “poveri” rappresentanti politici. Un tempo la chiamavano autonomia oggi “privilegi della casta”.

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