Il governatore ha riferito in assemblea sulla vicenda giudiziaria che lo riguarda: “non c’è niente. Né un video né una sola telefonata. Ma si andrà a votare in autunno”

Raffaele Lombardo

«Quest’aula deve sapere che non esiste un solo video, né un contatto illecito, né una relazione di servizio, non una telefonata, né un solo fatto, né uno scambio, non un procurato vantaggio che mi possa legare al crimine organizzato». Lo ha detto il governatore della Sicilia, Raffaele Lombardo, Riferendo all’Assemblea regionale sulla vicenda giudiziaria che lo coinvolge.

Su ordinanza del gip di Catania, la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio nei suoi confronti per concorso esterno in associazione mafiosa e voto di scambio. L’udienza preliminare è fissata il 9 maggio. «Il mio governo», ha aggiunto Lombardo, «non è sfiorato da un solo sospetto, ad onore e vanto della Sicilia, mentre in altre regioni ci sono governi sfiorati da più di un sospetto»

Mentre in passato Lombardo aveva detto che si sarebbe dimesso prima dell’ipotetico rinvio a giudizio, oggi parla di dimissioni «prima del verdetto, sia di assoluzione o di condanna», e aggiunge: «La si smetta per l’avvenire con la barbarie di invocare dimissioni prima che abbia inizio un processo».

Ma dai banchi del Pid Toto Cordaro ha nuovamente invocato le dimissioni del governatore: «Presidente Lombardo, se ne vada, si dimetta subito, liberi la Sicilia prima che la Sicilia in un modo o in un altro si liberi di lei». Sull’ipotesi delle dimissioni in estate, per anticipare il voto in autunno, il governatore risponde: «Non so, la legge prevede un tempo di tre mesi per indire le elezioni. Magari, anche prima però».

Il governatore ha poi ribadito l’idea, espressa nei giorni scorsi, di differenziare il voto delle regionali da quello delle politiche (entrambe le tornate sono previste per la prossima primavera). «Far coincidere le date», ha sostenuto Lombardo, «comporterebbe un’omologazione, che andrebbe nella direzione opposta a quella intrapresa con il processo riformista e autonomista».

Dunque, per Lombardo, il voto in Sicilia va anticipato «all’autunno prossimo. Intanto è nostro dovere continuare a lavorare». Ipotesi che trova d’accordo il Pd, che con il capogruppo all’Ars Cracolici dice: «I siciliani saranno chiamati al voto anticipato per restituire forte autorevolezza alla politica che tutti difendiamo ma tanti di noi con nostri comportamenti finiscono per screditare. Questo gesto di nettezza fa onore al presidente della Regione e a questa esperienza».

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