Tubazioni dell’acquedotto di Giardini lungo l’area dei lavori per l’ampliamento del casello autostradale A18, in zona “Santa Venera”: possibile stop forzato ai lavori

i lavori per la demolizione e ricostruzione del ponte

Un altro “fuori programma” nei lavori per la riattivazione del ponte Santa Venera.

Nei giorni scorsi è avvenuta finalmente la demolizione della struttura ormai inagibile dal 2004.

Ma adesso il Consorzio Autostrade Siciliane, ente che sovrintende gli interventi, ha dovuto inviare nelle scorse ore una nota al Comune di Giardini, nella quale evidenzia difficoltà per la prosecuzione dell’iter in riferimento alla parte dei lavori per il previsto ampliamento del casello autostradale di Naxos (A18 Messina Catania).

“Si comunica – scrive il Cas – che ad avvenuta demolizione del ponte Santa Venera è stata constatata la presenza di tubazioni dell’acquedotto comunale, che interferendo con la costruzione delle fondazioni del ponte, potrebbero rallentare l’intervento oltre ad essere involontariamente danneggiate con pregiudizio per l’alimentazione idrica cittadina. Si richiede pertanto, con la massima urgenza, idonea ed esauriente planimetria oltre ad effettuare sopralluogo con il responsabile di cantiere dell’impresa o con altri addetti ai lavori”.

La nota trasmessa ai vertici di Palazzo dei Naxioti è a firma dell’ing. Alfonso Schepisi, direttore dei lavori. Non è il primo imprevisto che accompagna il cantiere. I lavori per il ponte erano stati consegnati dal Consorzio Autostrade il 23 gennaio scorso ma poi si era subito evidenziato l’ostacolo della dislocazione di cavi Enel, che si trovano nella zona della struttura dichiarata inagibile a suo tempo. Si è così inteso procedere, per prima cosa, all’attraversamento a carattere provvisorio del torrente con i cavi Enel per la media tensione, nell’ambito dei lavori che oltre al ponte riguardano come detto l’ampliamento del casello autostradale di Giardini (importo complessivo dell’appalto, ricordiamo, è di Un milione 178 mila euro).

I collegamenti per l’erogazione della corrente saranno poi riportati all’assetto originario. Effettuato questo passaggio, si è potuta realizzare l’opera di rimozione del ponte, con una rapida azione delle ruspe che hanno colpito il ponte da sotto, determinandone il crollo. Ora il rischio da scongiurare è che i lavori si fermino proprio quando il vecchio ponte è stato tolto. Il problema non è insormontabile ma bisognerà muoversi in fretta, perché altrimenti questo appalto rischia di restare in stand by e di riflesso potrebbero esserci difficoltà per l’erogazione di acqua a Giardini Naxos. Ecco perché serviranno soluzioni rapide ma anche in grado di non far quadrare entrambe le esigenze.

Gli interventi che hanno portato alla demolizione del ponte e che saranno ora finalizzati a ricostruirlo e riposizionarlo nell’assetto originario, non avevano insomma fatto “i conti” con una serie di ostacoli riconducibili a quei cavi sia per l’acqua (per il Comune di Giardini) che l’energia elettrica (inerenti Trappitello, quindi Taormina).In entrambi i casi i servizi si sviluppano nell’area del torrente Santa Venera, in prossimità del letto del fiume. Il ponte che per otto anni ha alimentato polemiche e “crociate” da parte degli amministratori e dei residenti “giace” come un corpo abbandonato in prossimità dell’omonimo torrente.

L’obiettivo è quello di restituire alla funzionalità il ponte ed al contempo procedere all’ampliamento del casello autostradale entro sei mesi. Nel 2013 si potrebbe cosi contare su due varianti di rilievo nella viabilità tra Taormina, Giardini e i centri abitati dell’Alcantara.

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