Tedeschi in finale con il Chelsea. Fatali al Real Madrid i rigori. Al 90′ la sfida era terminata 2-1 per i blancos con una doppietta del solito Ronaldo e poi la rete di Robben

Josè Mourinho in ginocchio durante i calci di rigore

E’ la Champions League delle grandi sorprese. Dopo la corsa del Barcellona, finisce anche il sogno del Real Madrid, naufraga la corsa dei Galacticos, si spegne l’ambizione di Perez di essere il presidente della “Decima”. L’epilogo è con Mourinho in ginocchio e le lacrime agli occhi che fugge dal terreno di gioco al rigore decisivo di Schweinsteiger.

La finale di Champions League sarà Bayern Monaco-Chelsea, con i tedeschi più freddi dal dischetto a guadagnarsi l’epilogo, in programma il 19 maggio proprio nell’Allianz Arena di Monaco. Ancora una volta in Europa 11 metri fatali allo Special One, che già nel 2008 venne eliminato con il suo Chelsea dal Liverpool nel 2008, mentre la copertina della finale va a un enorme Neuer che si erge a eroe dei bavaresi ipnotizzando dal dischetto sia Ronaldo che Kakà.

Mourinho rinuncia a Coentrao e sceglie Marcelo per la fascia sinistra, Heynckes conferma la formazione vincente a Monaco. “Hasta el Final, vamos Real”, lo striscione dei tifosi merengue che appare in una coreografia tutta per Juanito e il suo numero 7, il campione del Real scomparso esattamente 20 anni fa in un incidente stradale. Partita subito caldissima, dopo soli 3′ è Khedira di punta a impegnare Neuer.

Il Real è indiavolato, affonda i colpi e trova il gol del vantaggio già al sesto minuto: Di Maria colpisce al volo sul cross di Marcelo, Alaba in tuffo prova a respingere la conclusione ma intercetta con il braccio, rigore sfortunato quanto ineccepibile trasformato da Ronaldo nel boato del Bernabeu. Per il colored austriaco dei bavaresi oltre al danno la beffa del giallo che gli negherebbe la finale.

I tedeschi provano a reagire proprio con Alaba che all’ottavo si invola a sinistra e crossa per Robben che fallisce incredibilmente il gol dell’1-1 da due passi: Bayern ferito ma vivo. Gomez mette in difficoltà Casillas al 12′, Khedira risolve spazzando via sull’accorrere di Ribery e nel ribaltamento di fronte il Real trova il raddoppio: è ancora Ronaldo a freddare Neuer, stavolta con un destro a fil di palo dal limite dell’area. Non è ancora passato un quarto d’ora e i padroni di casa sono già sul 2-0.

I ritmi non si abbassano e il Bayern non molla, cercando il gol che può riaprire il discorso qualificazione: ci provano sia Gomez che Luis Gustavo dalla distanza, antipasto del 2-1 che arriva al 26′: Pepe (poi ammonito) spinge Gomez in area, altro penalty che Robben trasforma tra la disperazione di Casillas che non ci arriva per pochi centimetri. A questo punto sarebbero supplementari, ma ci sono ancora più di sessanta minuti al 90′. Alla mezz’ora è Benzema a farsi pericoloso con un destro a giro dalla parabola velenosa che sfiora l’incrocio di un Neuer battuto. Replica affidata a Gomez, vicecapocannoniere della Champions, che scarica il destro addosso a Casillas: si resta sul 2-1. Ronaldo ci prova su punizione al 37′, potente ma centrale, Robben chiude i primi 45′ con una punizione su cui Casillas si supera in tuffo. E’ l’ultima emozione di un primo tempo entusiasmante, è grande calcio a Madrid.

Due minuti e Gomez mette i brividi a Casillas con un colpo di testa di poco a lato, la velocità del match resta altissima. C’è più Bayern nella ripresa, il Real non ha il ritmo forsennato del primo tempo e soffre la solidità del club tedesco: pesano probabilmente le fatiche del Clasico. Mourinho si gioca la carta Kakà per Di Maria, Benzema è una furia e Boateng si immola a un quarto d’ora dalla fine a togliere l’assist del francese a centroarea per Ronaldo. Ma l’occasione d’oro per chiudere i conti è del Bayern, a 5′ dalla fine: ripartenza velocissima rifinita da Robben che serve Gomez solo in area, l’indecisione del bomber nel non concludere di prima permette il recupero provvidenziale di Marcelo che chiude lo specchio all’avversario, costretto ad un tiro morbido che muore tra le braccia di Casillas. Si va ai supplementari.

Ribery non ne ha più, Heynckes lo toglie al 95′ per Müller confidando nella vena offensiva del centrocampista. Spazi larghi tanti, lucidità per sfruttarli poca. Si moltiplicano i falli, arrivano altri due gialli pesantissimi per Luis Gustavo e Badstuber. Il primo quarto d’ora vola via, Mou decide che è arrivato il momento del Pipita Higuain che rileva Benzema, seguito poco più tardi anche da Granero per Oezil: lo Special One pensa già ai rigori, che arrivano con il Real più vicino alla vittoria. Dopo un’occasione importante per Kakà che sbaglia il controllo davanti a Neuer e una simulazione di Granero che crolla a terra sfiorato da Neuer, arriva infatti un contropiede innestato su una progressione irresistibile di Marcelo dalla sua area che serve Higuain, in offside millimetrico che l’arbitro fischia. Ma dietro c’era Ronaldo, lanciatissimo e in posizione regolare. Fischio di Kassai, si decide tutto dal dischetto, mentre Marcelo e Boateng stringono i denti per infortuni muscolari.

Alaba e Gomez segnano, Ronaldo e Kakà sbagliano i primi due. Psicodramma merengue. Casillas riporta in gioco il Real, parando le conclusioni di Kroos e Lahm, ma se Xabi Alonso resta freddo e trasforma non così Sergio Ramos che spedisce il pallone in curva.

Tocca a Schweinsteiger, che non fallisce: a Madrid la storia del calcio scrive un altro capitolo, con il Bayern che si vendica di Mourinho e della sua Inter campione d’Europa nel 2010 proprio contro i tedeschi nel Bernabeu.

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