“Troppe tasse, crescita a rischio”: il risanamento dei conti con enorme pressione fiscale non è la soluzione

Mario Monti

Rigore o crescita? Per il premier Mario Monti il primo è necessario per attuare la seconda. Per i mercati europei, che ieri hanno bruciato 160 miliardi in perdite, servono a poco se non c’è la stabilità politica. Per la Corte dei Conti italiana, in più, da ieri questo passaggio non sembra essere così automatico. Troppe tasse. E la crescita è a rischio.

Mentre piazza Affari chiudeva in ribasso del 3,8%, lo spread tra i titoli di Stato italiani a 10 anni e quelli tedeschi volava di nuovo verso i 410 punti, Il presidente Luigi Giampaolino davanti alla Commissione finanze della Camera e del Senato metteva seriamente in discussione il Documento economico e finanziario del Governo, non escludendo il pericolo di un “cortocircuito rigore-crescita”.

Tradotto in soldoni, significa che le tasse previste sono troppe (la pressione fiscale nel 2013 raggiungerà il 45,4%). E che i tempi con cui l’Italia dovrà tornare al pareggio di bilancio, ovvero la fine del 2013, sono forse eccessivamente brevi perchè se attuati davvero (come Monti ha detto di voler fare), genereranno effetti recessivi tali da dissolvere circa 33 miliardi di euro, ovvero la metà dei 75 miliardi di correzione dei conti pubblici generata da tutte le politiche correttive e dal rigore, appunto, messo in atto in questi mesi.

Insomma la stretta, soprattutto fiscale, potrebbe essere eccessiva. E tutto non si può avere subito, sembra voler dire la Corte dei Conti. Nel periodo di riferimento del Documento economico e finanziario, infatti, la politica di bilancio dovrà confrontarsi con “un abbassamento, in parte inatteso, delle prospettive di crescita anche a livello internazionale”.

Serve tagliare la spesa pubblica, ha detto Giampaolino, attuare la spending review tanto attesa (e che entro fine maggio dovrebbe essere messa nero su bianco dal ministro Pietro Giarda), ma soprattutto “redistribuire meglio le risorse per raggiungere standard di efficienza maggiori”.

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