Non c’è partita tra la capolista e i giallorossi: finisce 4-0 con doppietta di Vidal. Le altre reti di Pirlo e Marchisio. A cinque turni dalla fine, bianconeri ora a +3 sul Milan

Arturo Vidal

La Juve travolge la Roma con 4 gol; porta a+3 il vantaggio sul Milan e + 13 quello sulla Lazio terza in classifica, a cinque giornate dalla fine; mantiene l’imbattibilità in campionato (33 gare in questa edizione che diventano 34 comprendendo l’ultima partita del torneo 2010-2011); si qualifica aritmeticamente alla Champions League vantando la miglior difesa della serie A (18 reti subite in 33 turni).

A Torino non c’è partita anche a causa della scelta suicida da Luis Enrique di tenere masochisticamente in panchina Totti. Il tecnico ricorda che, in Coppa Italia, pur schierando il capitano, la Roma perse lo stesso per 3-0 a Torino. Ma quello era un altro Totti, assillato dagli acciacchi. Stavolta il capitano voleva esserci. E senza di lui la squadra è andata allo sbando.

Pronti, via e in otto minuti la Juve ha affondato la Roma con il micidiale uno-due di Arturo Vidal, il miglior acquisto di Marotta da quando è bianconero.

Stekelenburg ha commesso un fallo da rigore su Marchisio, ma non doveva essere espulso: Bergonzi l’ha cacciato, per la Roma la notte si è fatta buia e tempestosa e a spegnere la luce è stato Pirlo, nonostante Curci avesse parato il suo rigore. Poi Marchisio ha chiuso il conto. Anche perchè, ogni volta che i giallorossi si affacciano fuori casa, vengono presi sistematicamente a legnate (come non ricordare Cagliari, Bergamo e Lecce).

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