Liberata la petroliera italiana: fu sequestrata al largo dell’Oman la sera del 27 dicembre 2011 con 18 membri dell’equipaggio. Sei italiani a bordo: “stiamo bene”

"Enrico Ievoli"

Finalmente è arrivato il lieto fine. La petroliera Enrico Ievoli è stata liberata. A dare la notizia il ministro degil Esteri Giulio Terzi.

«Stiamo molto bene, è tutto sotto controllo. L’equipaggio sta benissimo»: queste le prime parole del comandante della Enrico Ievoli, Agostino Musumeci, riferite dall’armatore Domenico Ievoli. «La nave è già partita dalle coste della Somalia e a bordo ci sono i militari italiani», ha aggiunto Ievoli.

Ievoli scrtata dalla Marina militare. Uomini della Marina militare italiana sono saliti a bordo della motonave Ievoli e hanno verificato che l’unità è in sicurezza e i componenti dell’equipaggio stanno bene. Il team composto da personale del reggimento San Marco rimarrà a bordo della motonave, che sarà scortata da Nave Scirocco. La fregata della Marina Militare, al comando del capitano di fregata Andrea Ventura, dal 14 aprile fa parte del dispositivo militare della Eunavfor, nell’ambito della operazione Atalanta che opera per contrastare la pirateria.

La nave era stata sequestrata al largo delle coste al largo delle coste dell’Oman la sera del 27 dicembre del 2011 e successivamente portata in Somalia. Diciotto i complimenti dell’equipaggio: sei italiani, cinque ucraini e sette indiani.

«Grande soddisfazione per un esito positivo perseguito con tenacia, determinazione, e altissima professionalità da tutti i soggetti istituzionali coinvolti, ai quali va la mia più sentita riconoscenza», ha detto il ministro degli Esteri Giulio Terzi, che in queste ultime ore da Giakarta ha seguito direttamente l’ultima fase della liberazione della nave. Il ministro oggi in Indonesia per una missione nelle capitali asiatiche che lo porterà anche in Myanmar e nel Brunei, ha informato della liberazione della nave, attraverso l’Unità di Crisi, i familiari dei sei italiani membri dell’equipaggio.

«Piango di gioia. Non ho dormito per quattro mesi, ho sempre avuto paura. Voglio ringraziare l’armatore e lo Stato. Prima era come avere un morto in casa, ora non c’e più, è resuscitato». Così Rita Gianfriddo, moglie di Agostino Musumeci, comandante della Enrico Ievoli. «Ho già sentito mio marito – ha aggiunto – mi ha detto che è stanco. Non abbiamo parlato di altro. Arriverà al massimo il prossimo 1 maggio».

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=7lGAlFyxq5k[/youtube]

© Riproduzione Riservata

Commenti