Sei lavoratori di una cooperativa si calano nel cratere del vulcano per protestare: “Senza lavoro né un futuro”

la protesta all’interno del Vesuvio

E’ una protesta clamorosa, spettacolare ma soprattutto drammatica quella di sei lavoratori della ex cooperativa “Vesuvio, Natura e Lavoro”, che stanno manifestando all’ interno del cratere del Vesuvio. Sul posto è presente la polizia. All’alba i sei si sono calati con delle corde nel cratere dove hanno allestito un riparo di fortuna. E’ un altro dramma di non ce la fa più e rivendica il diritto ad un lavoro per poter sopravvivere.

«Resteranno lì fino a quando la Regione Campania non darà una risposta o un segnale», informa il sindacalista Cisl, Ciro Fusco presente sul posto. Un altro gruppo di circa venti ex lavoratori è fermo a quota mille ai cancelli della biglietteria per il sentiero del Gran Cono.

I lavoratori, per i quali è scaduta la mobilità in deroga, anche nei giorni scorsi hanno chiesto un incontro in Regione Campania insieme ai vertici dell’Ente Parco Nazionale Vesuvio per trovare una soluzione alla vertenza che si trascina dal 2008.

Si preparano a resistere a lungo all’interno del cratere del vulcano, ricevendo cibo e bevande dall’alto, i sei dipendenti della ex cooperativa «Vesuvio, natura e lavoro». I sei si trovano su uno spuntone roccioso a circa dieci metri di profondità dalla superficie del cratere. Polizia e vigili del fuoco presidiano la zona, dove sono giunti anche numerosi turisti che stanno fotografando l’«inedita» situazione.

I compagni dei sei operai (55 i dipendenti della coop rimasti senza sostegno economico, dopo la scadenza della cassa integrazione e della mobilità in deroga) li riforniranno dall’alto con viveri e acqua, per consentire la prosecuzione della protesta «finché non ci saranno risposte concrete dalla Regione o dall’Ente parco», istituzioni alle quali viene chiesta la ripresa delle attività della ex cooperativa.

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