Il Cavaliere a sorpresa si presenta in tribunale: “bunga bunga? Gare di burlesque. A casa mia solo spettacolini teatrali. Mantengo le ragazze diffamate dalla Procura”

Silvio Berlusconi

Sorpresa questa mattina nell’aula della quarta sezione penale di Milano dove si svolge il processo Ruby: per la prima volta è in aula l’imputato, vero Silvio Berlusconi.

L’udienza è dedicata alle testimonianze dei poliziotti che la sera del 28 maggio 2010, fermano e poi, su pressione dell’allora Premier, dovettero rilasciare Ruby Rubacuori, al secolo Karima El Mahroug, all’epoca minorenne. Per questo “intervento” indebito, Berlusconi, che ha sempre sostenuto di aver chiamato la questura nella convinzione di dover far liberare “la nipotina di Mubarak”, è stato accusato di concussione.

Le ragazze travestite ai bunga bunga? «Erano gare di burlesque e io ero uno spettatore molto interessato». Silvio Berlusconi in una pausa del processo Ruby, risponde così ai giornalisti che gli chiedono dettagli sulle testimonianze di alcune ragazze nella scorsa udienza a proposito delle feste a luci rosse ad Arcore. «Non c’era niente di peccaminoso, erano cene eleganti».

Poi Berlusconi ha rivendicato la decisione di continuare a versare soldi ad alcune giovani che partecipavano alla feste. «Si, le mantengo perchè hanno avuto la vita rovinata da questo processo, hanno perso il fidanzato e forse non lo ritroveranno più e hanno perso il lavoro. Sono oggetto di diffamazione per aver commesso come unico reato quello di aver partecipato a delle feste a casa mia».

Quindi, a proposito della telefonata in Questura in cui raccontò che era trattenuta “la nipote di Mubarak” , Berlusconi ha spiegato: «Io mi sono limitato a chiedere delle informazioni sull’identità di questa ragazza che mi era stata prospettata come nipote di Mubarak».

Infine il Cavaliere ha attaccato Ilda Boccassini, che ha condotto parte degli interrogatori in aula verso i funzionari della Questura che la sera del 27 e del 28 maggio 2010 si occuparono del caso Ruby, lasciandola andare, secondo la Procura, prima di una compiuta identificazione e disattendendo le disposizioni del pm minorile. «La Boccassini dice che sono stati sprecato soldi dello Stato per mandare una volante a Letojanni che svegliasse la famiglia della giovane lepri identificarla quando il vero speco di soldi pubblici è questo processo».

Durante l’udienza ci sono stati momenti di tensione nel corso della testimonianza della dottoressa Iafrate, apparsa molto preparata e sicura di se. La funzionaria ha sostenuto di avere sempre agito correttamente e ha spiegato che non scrisse nella relazione finale di servizio dell’intervento della “presidenza del consiglio” perchè si trattava di «un documento interno diretto alle stesse persone che mi avevano avvisato d quella telefonata, quindi ritenni inutile scriverlo».

«A me era bastato identificare la persona a cui venne affidata Karima El Mahroug, ovvero la consigliere Nicole Minetti che era stata annunciata come “consigliere ministeriale”». Invece non venne identificata Michelle de Coinceicao, la prostituta brasiliana al cui indirizzo venne rispedita Ruby.

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