L’avvocato dello stato indiano: “imbarcazione bloccata senza averne l’autorità, perché l’incidente in cui sono morti 2 pescatori è avvenuto in acque internazionali”

Massimiliano Latorre e Salvatore Girone

L’avvocato dello Stato indiano ha criticato oggi durante un’udienza presso la Corte suprema di New Delhi l’operato della polizia del Kerala che ha bloccato la nave Enrica Lexie «pur non avendone l’autorità perché l’incidente in cui sono morti due pescatori indiani era avvenuto in acque internazionali». La Corte suprema dell’India è chiamata a esaminare la richiesta dell’armatore che chiede un rilascio urgente della Enrica Lexie. L’udienza, tuttavia, è stata rinviata al 30 aprile per l’assenza di un documento.

L’udienza. I legali della petroliera italiana hanno deciso il passo presso la Corte suprema dopo che una sezione d’appello dell’Alta Corte di Kochi aveva annullato una sentenza di primo grado favorevole al rilascio. Secondo i Fratelli D’Amato il sequestro della nave, su cui si trovano il capitano Umberto Vitelli, cinque civili italiani dell’equipaggio, quattro marò e una ventina di marinai indiani, comporta una perdita di 500.000 euro al giorno.

Risarcimenti. Le famiglie dei due pescatori morti nell’incidente del 15 febbraio al largo delle coste del Kerala in cui sono implicati i marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone riceveranno ognuna 10 milioni di rupie (145.000 euro) dal governo italiano. Lo scrive oggi la stampa indiana e lo conferma il ministro della Difesa Giampaolo Di Paola parlando di «atto di generosità».

Di Paola. «È stato un atto di donazione, di generosità, ex gratia, al di fuori di un contesto giuridico»: così il ministro della Di Paola ha commentato l’accordo. Il ministro, nel corso della conferenza stampa del «2+2», l’incontro bilaterale tra i ministri degli Esteri e della Difesa di Italia e Russia, ha sottolineato che la donazione «è un atto che il governo italiano ha ritenuto di dover fare», per venire incontro alle sofferenze patite dalla famiglie dei due pescatori, per la cui morte sono sotto processo in India i due marò italiani, ma che la donazione «non ha nulla a che fare» con il procedimento giudiziario. Di Paola ha poi ribadito che l’Italia sostiene con forza che la giurisdizione del caso è dell’Italia, e su questo punto «ci battiamo con forza». Il ministro ha poi ricordato che la vicenda si è consumata «in acque internazionali».

Indennizzi. L’accordo è stato raggiunto nei giorni 12 e 13 aprile, e definito grazie all’intervento del capo di gabinetto del ministero della Difesa italiano, Pasquale Preziosa che ha negoziato l’accordo con gli avvocati della moglie di Jelastine Valentine, Doramma, e quelli delle sorelle dell’altra vittima, Ajesh Binki

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