Il professore ha fallito e non potrà avere nulla di cui vantarsi: non si può risanare un Paese con il “sangue” degli italiani oppressi dalle tasse e indotti al suicidio

Mario Monti

Sono rimasta per mesi in silenzio osservando il lavoro del governo Monti e, più passavano le giornate, i mesi, più mi rendo conto, toccando pro manibus, i danni che questo Esecutivo sta seminando in tutto il Paese.

Il presidente del consiglio in carica, professor Mario Monti, ha avuto l’ardire di ringraziare gli italiani perché “esemplari nella sofferenza”. Ha aggiunto, poi, che l’Italia sta pagando un prezzo altissimo anche con la perdita di vite umane, ma era necessario ciò che è stato fatto per evitare il default. Certo delle sue azioni, ha esortato i partiti a fare la loro parte e ridare speranza.

Volendo analizzare queste sue dichiarazioni e senza voler fare della retorica sterile, viene spontaneo domandarsi perché il sacrificio è stato chiesto solo ai cittadini? Perché loro che avrebbero dovuto dare l’esempio non si sono risparmiati nulla? Dov’è la legge che avrebbe dovuto ridurre gli stipendi e il numero di questi “onesti” signori? Tutto tace, tutto insabbiato, nulla è cambiato, se non peggiorato.

Il governo, e scusate il gioco di parole, che ci governa, sta facendo gli interessi delle lobby bancarie. Non ha mai concretamente parlato di crescita, solo “verba volant”, non ha mai sostenuto la piccola imprenditoria, ed ecco le prime vittime della politica del rigore e dell’equità. Uomini onesti che vivevano del proprio lavoro lasciati morire sotto il pesante carico dei debiti sempre più ingenti pretesi dagli “strozzini legalmente autorizzati” qual è l’Equitalia.

Peccato, però, che dinanzi a dichiarazioni tanto ciniche nessuno abbia domandato all’illustre professore quale sarebbe stata la sua reazione se, al posto dell’imprenditore suicida ci fosse stato suo figlio, se vedova e orfani fossero rimasti rispettivamente figlia e nipoti? Certo è che non avrebbe saputo dare risposta, perché come i suoi stimati colleghi, si è guardato bene dal sistemare tutta la sua famiglia.

Il professore non ha di che vantarsi perché, avrà anche ridotto il debito pubblico, ma legittimare le sue scelte sacrificando, come agnelli all’altare la vita degli altri, è un atto davvero ignobile.

Com’è ignobile continuare a beffeggiarsi degli italiani, esortando i partiti a ridare la speranza. Lo stesso Presidente della Repubblica esorta al “non odio” per i partiti o forse intendeva il “non odio” per la casta?

Ci interroghiamo ancora una volta. Chi deve dare speranza a chi?

In una sua famosa canzone Antonello Venditti così cantava “in questo mondo di ladri”, potremmo meglio dire in quest’Italia di ladri. Lo scandalo che ha coinvolto la Lega è stata la “ciliegina sulla torta”. Chi dovrebbe darci la forza per tornare a sperare in futuro prospero?

Forse il leader leghista che con tutta la sua famiglia si è divertito con i soldi pubblici, mentre dal pulpito del carroccio fomentava sentimenti di odio razziale nei confronti della cosiddetta “Roma Ladrona” e del sud? Vergogna, viene da dire.

Ciò che lascia basiti, è constatare che nonostante il segretario della Lega abbia rubato i soldi del partito, denaro pubblico, soddisfacendo i propri capricci personali, comprando lauree per i figli, mentre quelli degli operai a causa della riforma “ammazza italiani”, non possono concedersi il lusso dell’università, nonostante studiare sia un diritto sancito dalla nostra Costituzione, a questo punto è lecito chiedersi se la Costituzione ha lo stesso peso che ha avuto sino a qualche tempo fa, i suoi militanti sono ancora lì che lo sostengono.

Ci resta solo la rabbia perché altro non abbiamo e la fame è alle porte. Nulla è cambiato se non peggiorato. Le tasse sempre più alte, gente onesta costretta alla povertà e questi ignobili signori fautori della disfatta italiana, continuano a derubarci.

Dovremmo, e forse questa è l’unica soluzione, come qualcuno asserì un tempo, andare via da questo Paese di m….da, che non ha alcun futuro.

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