Maria Sandra Mariani finalmente è libera dopo 14 mesi di prigionia e ora si trova in un albergo di Ouagadougou, in Burkina Faso: lo ha annunciato il ministro degli Esteri Giulio Terzi. La notizia è stata diffusa repentinamente sulla tv Arabiya, ma a consolare gli animi dei familiari è stata la telefonata della donna, durante la quale ha dichiarato: “”Ora sono in paradiso, sono finalmente libera. Vi ho pensato tanto e vi abbraccio tutti. Sto bene. Domani mattina sono in Italia, a Roma. Sono libera e con me ci sono italiani, non vi preoccupate.”. Grande emozione per i genitori Lido e Fiammetta e per i concittadini di San Casciano Val di Pesa, in Provincia di Firenze, dopo la conferma ufficiale della Farnesina.

La turista, 54 anni, era stata sequestrata il 2 febbraio 2011 nel deserto del Sahara, vicino a Dijanet nel sud dell’Algeria ed è l’ostaggio italiano che è rimasto più tempo nelle mani dei rapitori; la donna era stata rapita dopo essersi allontanata dal gruppo di viaggiatori, accompagnata da due responsabili del tour per acquistare del cibo tipico della zona. Aveva compiuto diversi viaggi in quelle zone, ma stavolta la situazione era critica per la minaccia del controlo di Al-Qaeda nel Maghreb islamico; erano stati proprio alcuni appartenenti alla brigata Tareq Bin Zayad, guidata dall’emiro Abu Zayd, a rivendicare il sequestro.

Maria Sandra Mariani era apparsi due volte in video, il 2 maggio e il 21 luglio: vicina ad una spiaggia, con un velo e una jalabiya rosa, veniva mostrata con tre fucili alle sue spalle, mentre faceva il suo appello. Poi più nulla, fino ad oggi. All’arrivo della notizia della liberazione l’Aula della Camera è esplosa in un applauso unanime. “Esprimo soddisfazione, a nome del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, per come si è conclusa la vicenda che ha visto la nostra connazionale vivere per più di un anno sotto sequestro”. E’ quanto ha dichiarato in una nota del presidente del Copasir, Massimo D’Alema. Rimane ancora nella mani degli uomini armati appartenenti alla stessa rete integralista la cooperante Rossella Urru, rapita lo scorso ottobre in un campo profughi del sud-ovest dell’Algeria.

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