Governo dà il via libera all’asta per le frequenze tv. Pdl: “atto grave, Passera ha tradito l’accordo”. Pd: “testo non si tocca, volevano forse gara truccata?”. C’è il placet UE

scontro sulle frequenze tv

La commissione Finanze della Camera ha approvato, nonostante il voto contrario del Pdl, l’emendamento presentato dal governo che supera il principio del beauty contest per l’aggiudicazione delle nuove frequenze tv. L’emendamento era stato presentato al’interno del dl fiscale. Ma mentre il Pd plaude e invita l’esecutivo ad andare avanti, esplode l’ira del centrodestra.

L’ira del Pdl. «Avevamo concordato un testo con il governo e il ministro Passera lo ha modificato d’accordo con il Pd – ha detto Paolo Romani – Abbiamo tentato una mediazione per rimediare al pasticcio di questo ministro, ma il Pd non lo ha permesso. E’ grave, se ne parlerà nel vertice di stasera. Vorrei parlare di una leggerezza del governo, ma forse è molto di più. Ho dovuto avvertire il segretario e i capigruppo di quello che è successo. Dopo aver concordato il testo, ci siamo trovati a sorpresa davanti ad un’altra formulazione. Abbiamo tentato una mediazione per eliminare parzialmente le modifiche che il ministro Passera riteneva formali, ma in realtà formali non erano. La gara economica, così come è congegnata, impedirà a Rai e Mediaset di partecipare per via del richiamo al tetto sui cinque multiplex. Nel testo iniziale questo riferimento non c’era, si lasciava ogni valutazione a un periodo successivo. L’averlo inserito avrà conseguenze sulla riuscita della gara».

Bersani. Il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani: «Non ho capito per quale motivo ci sia stato un ripensamento da parte del Pdl, non abbiamo visto emendamenti o altro. E’ evidente che dovevano esserci ragioni non solo estetiche… Il governo ha fatto bene, ha votato e ora vada avanti».

Gentiloni: «Per il Pd il testo non si tocca, il Pdl voleva asta con il trucco?». «Per noi il testo depositato ieri dal governo è positivo e non è modificabile – dice Paolo Gentiloni, responsabile Pd per l’agenda digitale – Non capisco le ragioni del dietrofront del Pdl che ha votato contro senza neanche presentare subemendamenti. Non vorrei che si aspettassero un’asta col trucco. La motivazione del no è infatti che l’emendamento del governo richiama il tetto massimo di cinque per ciascun detentore di multiplex; tetto fissato, d’intesa con la Ue nel bando per il beauty contest. Il Pdl sperava che nel passaggio dal beauty contest all’asta il tetto antitrust si perdesse per strada, consentendo magari a Mediaset di passare dagli attuali quattro multiplex non a cinque, ma addirittura a sei o sette? Così non poteva essere, ovviamente, non sarebbe concepibile neanche per la Ue un’asta che moltiplicasse senza limiti le posizioni dominanti. E bene ha fatto il governo a non subire i ricatti».

La Ue promuove l’asta. «La Commissione accoglie favorevolmente l’annuncio del governo italiano in merito all’effettuazione di un’asta per l’assegnazione delle frequenze televisive digitali – ha commentato il commissario Ue alla concorrenza, Joaquin Almunia – Questa nuova proposta dovrebbe contribuire a un uso efficiente dello spettro e allo stesso tempo promuovere la concorrenza nel mercato italiano della diffusione televisiva, in virtù del trattamento preferenziale riservato ai nuovi entranti. Nell’ambito della procedura d’infrazione avviata nel 2006, la Commissione collaborerà con le autorità italiane per definire i dettagli della nuova procedura, in modo che siano pienamente superati i problemi derivanti dalle precedenti assegnazioni di frequenze televisive digitali».

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