Nei giorni della bufera leghista, l’altro senso delle pietre preziose: valida alternativa per differenziare i propri risparmi e idea per un sicuro investimento nel tempo

Giuseppe Abbate

Potremmo paradossalmente prendere spunto dalla Lega Nord e dagli avvenimenti delle ultime ore che hanno visto il tesoriere Francesco Belsito consegnare al partito cinque chili d’oro in lingotti e undici diamanti (sembra ne manchino altri per un valore di 200mila euro), comprati nel novembre scorso come forma di investimento per il Carroccio.

Ora è tutto nelle mani della Guardia di Finanza di Milano ma questa brutta esperienza ci insegna che investire in pietre preziose è quanto mai di moda.

Ai nostri giorni è sempre più difficile pensare e trovare un modo per tutelare il nostro patrimonio ed investire in modo sicuro, facile da gestire e soprattutto esente dalle tasse. Gemme, brillanti, smeraldi, oro, tutto ciò che luccica e ci rende più belli, può costituire un valido investimento.

Oggigiorno l’oro e le pietre preziose possono essere viste come un investimento alternativo a quello degli immobili e a quello critico della borsa. L’investimento in diamanti, le gemme sicuramente più preziose, ha registrato negli ultimi trentacinque anni un rendimento medio annuo del 7% del valore della pietra.

Questo investimento varia in modo indipendente dai tassi, dalle valute e dalle borse e rappresenta perciò un’ottima alternativa per chi vuole diversificare il proprio portafoglio.

Caratteristiche salienti del “diamante da investimento” sono la unicità rispetto alle altre pietre, la comoda trasportabilità, la commerciabilità. In qualsiasi momento si possono vendere in ogni paese del mondo e convertirli in valuta. Per investire in diamanti bisogna assolutamente rivolgersi a società o professionisti competenti nel settore che sappiano valutare le cosiddette “quattro C” : Color, Clarity, Cut e Carat.

Color: da incolore a giallo. Espresso in lettere dell’alfabeto dalla D alla Z. I più pregiati vanno dalla D alla K.

Clarity: indica la purezza o limpidezza. La perfezione assoluta corrisponde alle sigle Fl o If (Flawless o Internal Flawless), che indicano l’assenza di imperfezioni interne visibili con una lente da dieci ingrandimenti. Vvs e Vs caratterizzano invece il diamante che ha qualche difetto interno ma così piccolo da non essere visibile ad occhio nudo.

Cut: il taglio, la cui scala dei valori comprende quattro livelli: ottimo, buono, medio e scarso.

Carat: un carato equivale a 200 milligrammi. In commercio è possibile trovare anche diamanti minuscoli da 0,20-0,25 carati. Per un buon acquisto è consigliabile partire almeno da 0,50.

Certo saper comprare bene non è facile ed è per questo che abbiamo chiesto un parere ad un esperto gemmologo, il dott. Giuseppe Abbate, che ci guiderà in questo mondo affascinante indirizzandoci su acquisti sicuri.

Giovane erede di un’antica famiglia di gioiellieri di Trapani, nota già nella seconda metà dell’ ‘800 per la lavorazione del corallo (di cui la Sicilia era ricca), quando quest’ultimo iniziò a scarseggiare, la famiglia Abbate, si specializzò nella ricerca di gemme preziose e nella realizzazione di gioielli esclusivi, tradizione che prosegue ancora oggi.

Dott. Abbate è capitato a tutti di ereditare dei preziosi gioielli, quanto incide su questi il valore aggiunto del tempo in fatto di commerciabilità?

il fascino irresistibile dei gioielli

L’andamento del mercato delle pietre preziose subisce nel tempo un aumento del valore intrinseco della pietra che essendo un materiale naturale non e` sempre semplice reperire sia per l’utilizzo che se ne è fatto nella storia dell’uomo sia perché questo materiale (che si è creato naturalmente in seguito a grandi e repentini sbalzi di pressione e temperatura), è una risorsa esauribile. Le condizioni climatiche che viviamo oggi sono più stabili e molto diverse da quelle di un tempo. Volendo fare un esempio nel campo dei diamanti, mediamente l’aumento annuo va dal 5 al 20% in base ad una serie di variabili anche di carattere sociale.

A che punto si colloca oggi la gioielleria italiana nel mondo? Intendo dire: detta le linee moda e di tendenza come per l’abbigliamento?

Nella gioielleria come per l’abbigliamento è stato fatto di tutto, non c’è niente di nuovo ma le mode cambiano, passano, ritornano e le forme in cui si possono trovare determinati oggetti sono limitate dall’essenza stessa della materia. Ciò che determina la raffinatezza ed il fascino del made in Italy è la manifattura quasi perfetta. Abbiamo tecniche d’artigianato di altissimo livello, cosa che altri ci invidiano.

Le pietre in natura si trovano sotto varie forme: trigonale, esagonale, rombico (es. topazio), ottaedrico (es. diamante). Per essere commercializzate, devono tutte subire per forza dei tagli che aumentino la loro brillantezza e che ne esaltino il colore oppure esiste un mercato “da banco” di questi pezzi grezzi, per così dire “al naturale”?

Per quanto riguarda il commercio del grezzo, qualora parliamo delle pietre più importanti (quali diamanti, zaffiri, rubini e smeraldi), dobbiamo considerare che l’acquisto è sempre finalizzato al taglio della pietra; ci sono poi varie tecniche che identificano come deve essere tagliata, in quanto, in natura ha varie forme base. Per quanto riguarda, invece, il grezzo di pietre dal valore inferiore come i topazi, i cristalli di rocca, quarzi ecc. questi sono prodotti destinati ad una commercializzazione del tipo di quella dei souvenir ma non hanno un vero e proprio valore di investimento.

I diamanti possono essere tagliati in varie fogge: brillante, ovale, quadrata, navette e smeraldo. Negli ultimi anni sono state lanciate sul mercato cinque nuove fogge dai nomi fantasiosi: Fire rose, Sunflower, Marigold, Zinnia e Dahlia. Quale preferisce e perché?

La forma che in assoluto preferisco è il taglio brillante ovvero quello con 58 sfacettature perché, soprattutto nel caso del diamante, è la forma che permette alla pietra di restituire il massimo della luce che la penetra, divenendo più bella e più luminosa.

Il taglio a brillante è la foggia più classica del diamante e consta di ben 58 sfacettature. Quanto incide sul costo finale questa lavorazione che è sicuramente più complicata di un taglio, ad esempio, quadrato?

Il taglio di una pietra con molteplici sfaccettature può incidere fino al 20-30% in più rispetto a quello classico a brillante. Questo valore non si recupera su una pietra che ha più di 58 faccette, di conseguenza bisogna trovare un cliente disposto a pagare questo surplus. Gli altri tagli, storicamente, non hanno mai avuto un ciclo di vita molto lungo quindi non convengono se visti in un’ottica di investimento.

Molte persone abbinano alle pietre ed in particolare ai colori delle pietre delle sensazioni o delle influenze benefiche, cosa ne pensa di questo curioso aspetto?

Storicamente si diceva che le pietre hanno degli influssi benefici per esaltare alcune virtù o per la cura di determinate malattie della mente e del corpo (cristalloterapia), in realtà questo rappresenta una leggenda poiché non è mai stato scientificamente provato quanto sia più o meno benefico portarle addosso.

Lei ha realizzato un particolare anello che trovo molto adatto ad essere regalato in occasione di un fidanzamento: “l’anello dell’iride”. Può darci qualche informazione in merito?

L’iride umana è unica perché composta da tanti pigmenti che insieme formano una sorta di impronta digitale del nostro occhio. Ho pensato quindi di creare un anello che montasse una pietra preziosa di un colore il più possibile vicino a quello dell’iride della propria amata in modo da fissare in eterno un dono d’amore puro.

Qual è la sua gemma preferita e perché?

Risposta : La mia pietra preferita è il rubino. Il colore rosso significa amore, passione, ma anche sangue che scorre nelle vene è un colore che personalmente mi affascina moltissimo perché è misterioso e profondo. Dal punto di vista commerciale, inoltre, si tende a credere che i diamanti siano le pietre più costose, ma alle volte si trovano dei rubini di grande valore per la purezza estrema, la rarità e la bellezza del colore. La pietra può raggiungere, quindi, dei valori ben più alti rispetto al diamante come ad esempio nel caso di alcuni “sangue di piccione”.

Può darci dei consigli utili su come investire in pietre preziose anche al fine di una certa “rivedibilità”?

I diamanti taglio brillante, sono le pietre più facilmente rivendibili. Si comprano in dollari americani ed è quindi naturale pensare che sia più conveniente acquistarli nel momento in cui questa valuta è meno forte rispetto all’euro. Per i diamanti esiste una tabella con una quotazione vera e propria riconosciuta in tutto il mondo ma non è così per le pietre di colore. Queste, inoltre, subiscono sempre le mode invece il brillante no.

La valutazione delle pietre preziose deve sempre essere fatta da un esperto perito gemmologo, come punto di partenza, e poi ci si può recare presso alcuni Istituti come l’IGI (Istituto Gemmologico Italiano), il GIA (Gemological Institute of America) ed il CISGEM (Centro Informazioni Servizi Gemmologici della Camera di Commercio di Milano), che rilasciano una certificazione scritta il cui costo aumenta in proporzione al valore della pietra. Concludendo, quando acquistiamo o vendiamo una pietra preziosa, bisogna sempre tenere presente che il valore è influenzato dal rapporto tra la domanda e l’offerta del mercato in quel momento e che i diamanti rappresentano una certezza e sicurezza nel tempo.

In questo fantastico universo delle pietre preziose non va, comunque, tralasciato l’acquisto per un puro e semplice piacere personale, quell’aspetto legato al desiderio estetico ed al gusto che si prova nell’indossare gemme incastonate nell’oro o nel platino. Un momento magico di esaltazione della nostra bellezza con gioielli e amuleti luccicanti di mille colori, in quel mondo onirico che va oltre l’acquisto delle pietre stesse.

© Riproduzione Riservata

Commenti