Americano di origini sudcoreane, 52 anni, è medico e antropologo. Una nomina voluta dal presidente Obama

Jim Yong Kim

Il medico americano di origini coreane Jim Yong Kim è stato eletto presidente della Banca Mondiale come successore di Robert Zoellick. Lo ha annunciato l’organizzazione di Washington.

I 25 membri del Board, rappresentanti di singoli Stati o di gruppi di Paesi, erano chiamati a decidere per “consenso”. Kim, comunque, contava su una maggioranza quasi schiacciante.

La ministra delle Finanze nigeriana Okonjo-Iweala, prima candidata non americana alla presidenza della Banca Mondiale, per 25 anni apprezzato dirigente dell’istituzione, godeva del sostegno dei Brics, le economie emergenti: il suo obiettivo era quello di sfidare il patto non scritto, secondo il quale la presidenza della Banca Mondiale è di fatto assegnata agli Stati Uniti, mentre quella del Fondo Monetario all`Europa.

La scelta – come spiega Il Sole 24 Ore – non ha però riservato sorprese. Come si legge nella nota diffusa dall’istituto di Washington, il mandato quinquennale di Kim inizierà il prossimo 1 luglio.

Pochi minuti dopo la nomina sono arrivate le congratulazioni del presidente uscente Robert Zoellick: “sarò felice di lavorare con Jim Yong Kim durante la transizione, è una persona ammirevole, rigorosa e orientata a ottenere risultati. Ha visto in prima persona povertà e vulnerabilità e la sua esperienza sarà preziosa per la Banca Mondiale mentre cerca di modernizzarsi”, si legge in una nota.

Il Board della Banca Mondiale ha “espresso profondo apprezzamento per tutti i candidati”, ovvero Jim Yong Kim, il ministro delle finanze nigeriano Ngozi Okonjo-Iweala e l’ex ministro delle finanze colombiano Jose Antonio Ocampo, che si era fatto da parte nei giorni scorsi.

“Tutti hanno contribuito a rendere più ricca la discussione sul futuro della Banca Mondiale” e tutti avevano ricevuto il sostegno di vari Paesi membri, si legge nella nota. In passato, che fosse un americano il presidente la Banca Mondiale era dato per scontato, ma mai come quest’anno la scelta finale dell’istituto non era data per scontata.

La scelta di Obama é stata dunque strategica: Kim non é un politico o un uomo di finanza, é cresciuto negli Stati Uniti, ma non é americano e il suo curriculum (ha anche diretto il dipartimento dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che si occupa di Hiv/Aids) lo rende gradito anche ai Paesi emergenti.

Prima che Obama candidasse Jim Yong Kim, erano circolati molti altri nomi: al di là del segretario di Stato Hillary Clinton e del segretario al Tesoro Timothy Geithner, si era parlato di Larry Summers, ex segretario al Tesoro ed ex direttore del National Economic Council della Casa Bianca, dell’ambasciatrice americana alle Nazioni Unite Susan Rice e dell’amministratore delegato di PepsiCo Indra Nooyi.

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