Imane Fadil si è costituita come parte civile al processo parallelo contro Fede, Mora e Minetti. Ha testimoniato in aula rivelando dettagli scabrosi sulle notti di Arcore

Imane Fadil

Ruby avrebbe i video delle notti di Arcore. La notizia è clamorosa e può cambiare le sorti dell’inchiesta che coinvolge anche Silvio Berlusconi.  

Spuntano una nuova serata a casa dell’ex premier, mai raccontata ai pm durante le indagini, nella testimonianza resa oggi in aula da Imane Fadil, una delle ragazze ospiti a Villa San Martino, davanti al collegio che sta processando Silvio Berlusconi per il caso Ruby.

La giovane ha raccontato che in quella serata l’ex premier mostrò un video satirico sull’ attuale presidente della Camera Gianfranco Fini. La giovane ha spiegato, rispondendo alle domande del pm Antonio Sangermano, di non aver finora parlato di quella serata “perché ho paura, sono terrorizzata. In relazione al contenuto politico della serata, rimasi delusa dal quel video”. La testimone ha spiegato che a fine agosto 2010 lei, Johanna, Emilio Fede, Berlusconi e altre persone si recarono ad Arcore: “Fu una serata normale. Non siamo scesi nella sala del bunga bunga”.

La modella ha poi raccontato che prima della cena Berlusconi ha portato lei e l’altra ragazza “in un altro stanzino della casa, dove su un tavolo c’era un Ipad spento”. L’ex capo del governo se lo fece accendere e comparve un video satirico, “un cartone animato che raffigurava Fini su un gabinetto. Poi Berlusconi – prosegue la ragazza – fece apprezzamenti politici non carini verso cariche politiche importanti”.

La Fadil, rispondendo alle domande del Pm Antonio Sangermano ha spiegato che alcune ragazze ospiti alle feste di Arcore avrebbero fatto “sesso” dietro compensi con l’ex presidente del consiglio, confermando in sostanza quanto aveva già messo a verbale. Al pm che le chiedeva cosa sapesse dei presunti rapporti sessuali a pagamento di alcune ragazze con l’ex premier, la testimone ha raccontato di aver saputo che c’erano stati rapporti a pagamento tra Berlusconi e una ragazza, “di nome Joanna”, e con una ragazza “del Guatemala”.

Secondo la deposizione di Fadil, c’erano degli “esborsi specifici per le ragazze che si fermavano la notte ad Arcore, loro prendevano di più”. Le giovani ospiti dei presunti festini a luci rosse, ha aggiunto la marocchina, “facevano di tutto per potersi fermare la notte”. In più, secondo Fadil, “era la Minetti ad organizzare le serate”.

La modella ha aggiunto un particolare inedito, ossia ha detto di aver subito ‘pressioni’ da una persona per “andare ad Arcore” tra il maggio e il giugno 2011, e dunque quando il dibattimento a carico dell’ex premier era già cominciato. “Ho incontrato quest’uomo vicino a casa e mi ha dato un telefono non intercettabile per organizzare un appuntamento ad Arcore, ma io non ho voluto”, ha spiegato.

La Fadil ha poi raccontato che Ruby “poteva vendicarsi” in quanto aveva saputo da Barbara Faggioli, un’altra delle ragazze ospiti delle serate, che “aveva video e foto molto compromettenti sulle feste e che Berlusconi l’aveva allontanata in quanto minorenne”.

La modella ha spiegato al collegio di aver saputo di Ruby durante una cena che si era tenuta nella villa di Lesa, sul Lago Maggiore, il 4 settembre di due anni fa e di aver notato che in quella occasione, “la Faggioli era agitata perché questa ragazza poteva mettere nei guai Silvio Berlusconi e tutte loro”.

Barbara Faggioli ha raccontato anche a Imane Fadil che la ragazza era stata fermata a maggio e che si chiamava Ruby. Imane Fadil nel processo a carico di Emilio Fede, Lele Mora e Nicole Minetti è parte civile.

La giovane ha poi raccontato la prima volta in cui si recò ad Arcore. L’ex premier la invitò nel suo ‘Studio Biblioteca’ dicendole “non è una offesa, la invitò a prendere una busta con dentro 4 pezzi da 500 euro”. La ragazza ha descritto ai giudici della IV sezione penale del tribunale quel che accadde in quella occasione, tra cui “una performance” di Nicole Minetti e Barbara Faggioli, tipo ‘Sister Act’. Fecerero “una sorta di balletto sexy”, “dimenandosi usando la lap-dance nella sala del Bunga Bunga”, con addosso “una tunica nera, un copricapo bianco e una croce”. La teste ha spiegato che le due, nel corso del balletto, si levarono anche la tunica e rimasero con la “biancheria intima”.

Imane Fadil ha detto che dopo lo ‘spettacolo’ aveva chiesto di andarsene, perché era rimasta “sconcertata” e si era sentita “a disagio”. Inoltre ha precisato di aver sentito la Minetti e la Faggioli, mentre lei e gli altri stavano uscendo da Villa San Martino, che dicevano che si sarebbero fermate a dormire. La testimone ha poi aggiunto di essere ritornata ad Arcore tre mesi dopo.

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