Casa Bianca offre due milioni di dollari a chi riuscirà ad inventare una macchina in grado di adattarsi a tutti i pegggiori disastri e muoversi al posto di esseri umani

Barack Obama

I termini della sfida saranno illustrati lunedi: due milioni di dollari messi in palio dall’amministrazione Obama tramite l’agenzia militare Darpa, a chi inventerà il robot Minotauro in grado di adattarsi a qualunque catastrofe e muoversi fra macerie e scenari di guerra al posto degli umani.

Un concorso – gli americani la chiamano sfida, challenge, – concepito nei giorni della catastrofe di Fukushima, quando ignoti tecnici giapponesi furono, di fatto, sacrificati nel forno nucleare per cercare di arginare il disastro. Il disastro non fu arginato e degli eroi sconosciuti non sapremo probabilmente mai nulla (come dei pionieri persi nello spazio assai prima del primo volo ufficiale di Gagarin).

Il Minotauro – dal nome della creatura mitologica uomo e toro insieme – non avrà l’aspetto di un uomo perchè dovrà avere le abilità specifiche di una serie di animali: il canguro per saltare, la scimmia per muoversi in agilità a due e quattro zampe, l’ariete per sfondare, l’orso per non farsi fermare da nessun ostacolo. Il Minotauro dovrà essere progettato per non farsi fermare da nulla: dal meteorite alla catastrofe nucleare.

La componente umana, quella che accese l’immaginazione di Isaac Asimov – lo scienziato visionario che nei suoi romanzi sull’epica dei Robot vide il futuro – resterà ma solo per dirigere a distanza il mostro. Asimov immaginò l’intelligenza artificiale trapiantata in un corpo meccanico e, con l’intelligenza, anche sensibilità, amore e capacità di fare il male: tutte caratteristiche tipiche della libertà dell’essere umano.

E i ricercatori hanno percorso questa strada, per andare a sbattere proprio nell’ostacolo che Asimov aveve visto prima: il robot umanoide potrebbe diventare un pericolo per il suo creatore. Ora il Robotics Challenge – che prenderà il va ad ottobre prossimo – aggira l’ostacolo. Il robot del futuro dovrà saccheggiare la forza e l’adattabilità del regno animale. Ma dovrebbe essere comandato sempre dall’uomo.

Questo risultato non era raggiungibile fino a pochi anni fa. Oggi due fattori lo metttono a portata di mano: i costi dei sensori necessari a dare vista, olfatto, tatto al Minotauro sono molto scesi. Ma, soprattutto, le cosiddette tecnologie di percezione – gli occhi, i nasi, la pelle dei robot – hanno fatto in pochi anni grandi passi avanti.

L’agenzia statunitense fornirà a chiunque voglia raccogliere la sfida un software che simuli a peggiore,la meno prevedibile, catastrofe possibile. Il prototipo dovrà essere in grado di superare tutte le prove. Una spece di software fine-di-mondo. E qui viene da chiedersi fino a che punto si sia spinta l’immaginazione dei militari americani.

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