L’inchiesta Maugeri investe anche il governatore della Lombardia, che avrebbe ricevuto alcuni “omaggi” dal faccendiere arrestato: “era solo una vacanza di gruppo

Roberto Formigoni

«Nessun problema, nessuna irregolarità e soprattutto nessuna regalia: non ho mai ricevuto regalie da nessuno, mai preso un euro da nessuno».

Roberto Formigoni commenta così l’articolo, pubblicato dal Corriere della Sera, in cui viene riportato un verbale del fiduciario svizzero di Pierangelo Daccò, indagato per associazione a delinquere nell’ambito dell’inchiesta sulla Fondazione Maugeri, in cui si registrano presunti «pagamenti di viaggi» al presidente della regione Lombardia.

Il governatore non è indagato, ma l’inchiesta con al centro la fondazione Maugeri e che venerdì scorso ha portato in carcere, si allarga. Il nome di Formigoni compare in alcuni verbali depositati agli atti dell’indagine: non solo in quelli dell’uomo d’affari Pierangelo Daccò (anche lui raggiunto da un nuovo provvedimento d’arresto nel carcere di Opera dove si trova dallo scorso 15 novembre per il caso San Raffaele) ma in particolare negli interrogatori resi dal suo fiduciario Giancarlo Grenci il quale ha raccontato che «Daccò e Simone ospitavano spesso sulle loro barche Roberto Formigoni (circostanza già emersa qualche mese fa nell’ambito dell’inchiesta sul gruppo ospedaliero fondato da Don Verzè, ndr)», e di sapere «che erano in rapporti di amicizia e che risultano pagamenti con carte di credito di viaggi». Viaggi a favore anche del fratello dello stesso Formigoni. Secondo quanto appreso negli ambienti giudiziari tali fatti non avrebbero al momento alcuna rilevanza penale.

«È una bolla di sapone», è il commento del governatore lombardo. «Quello che è grave è la speculazione politica, il fango, l’attacco mediatico contro Roberto Formigoni e Regione Lombardia da cui mi difenderò». «Verificherò se quel viaggio l’ho veramente svolto». «Nessuno del Corriere ha mai fatto vacanze di gruppo?», chiede ironicamente Formigoni. «Quando si fanno vacanze di gruppo c’è chi pensa al viaggio chi alle escursioni», ha aggiunto, «io, come tutti gli italiani, faccio vacanze di gruppo; alla fine della vacanza, si fanno i conti ed eventualmente si pareggia». «Il giornalista del Corriere non ha mai fatto vacanze di gruppo? Che sfigato, che persona triste, sfigata, malinconica».

«Il signor Daccò – riporta La Stampa – lo conosco da trent’anni mi è capitato di passare qualche giorno di vacanza con lui, in gruppo, nel gruppone c’era anche lui». Così Formigoni ha tenuto, però, a precisare che ognuno è responsabile delle sue azioni. «È ovvio che ciascuno fa il suo mestiere, le persone sono libere e indipendenti», afferma, con riferimento a Daccò. Sempre riferendosi a Daccò, definito “mediatore” nelle ricostruzioni giornalistiche dell’inchiesta, il presidente della regione Lombardia tiene a precisare: «In Regione Lombardia non c’è mai stato bisogno di nessun mediatore, in nessun campo, tanto meno nella sanità».

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