Intervista al deputato che si candida a sindaco a Santa Teresa di Riva. Dopo l’arresto, la battaglia contro la magistratura: “non mi piegherò mai a certi santuari”

Cateno De Luca

Amministrative 2012, in Sicilia c’è un paese in fermento, che vuol rinascere. Un paese che ha pagato lo scotto di un’amministrazione non all’altezza.

E’ Santa Teresa di Riva, polo commerciale del comprensorio jonico, piccolo centro piegato su se stesso. I cittadini, provati e segnati dall’inconsistenza politica degli ultimi decenni, tentano adesso la via della ripresa.

Lo faranno il 6 e il 7 maggio nel “silenzio” della loro cabina elettorale. Un minuto che vale anni di rilancio. Liste, consiglieri, aspiranti sindaci e assessori, tanti i personaggi in lizza. Quanti scontri, querelle tra le “infinite” compagini.

Poi quel nome nuovo nel panorama politico cittadino. Un nome scomodo a molti e gradito ad altri. Fa discutere e anima i dibattiti di questa campagna elettorale. Quattro liste e una lotta fino all’ultimo voto. Un italiano, un siciliano considerato straniero.. in suolo santateresino. Quell’uomo, quell’onorevole “straniero”, è lui: Cateno De Luca.

Animato dalla voglia di dimostrare che la politica non deve cedere il passo a complotti e false alleanze, il deputato che in questi mesi ha ingaggiato una dura lotta contro la magistratura, ha “presentato” insieme alla sua squadra i progetti, le speranze di questa nuova sfida.

Il progetto è il cavallo di battaglia del suo partito: “Sicilia Vera”. L’ex sindaco di Fiumedinisi, dunque, concorrerà anche alla poltrona di primo cittadino a Santa Teresa.

Le vicende giudiziare lo hanno travolto ma non scalfito. Sta combattendo con grinta e caparbietà. Lui, l’onorevole, vuole dimostrare innocenza ed estraneità ai fatti. Si sente vittima, non teme giudizi e parla. Senza paura, senza sotterfugi né sottintesi. Si è dimostrato così anche nell’intervista rilasciata per Blogtaormina.

“Onorevole, ha deciso di mettersi in gioco dopo un momento difficile crede che il tempo le darà ragione?”

“Questa mia candidatura mi permetterà di verificare se sarò apprezzato o no. Se lo sono vuol dire che le condizioni per proseguire ci sono. Se non lo sono, vuol dire che non è il momento quindi dovrò fare altro”.

“In caso di sua elezione, crede che Santa Teresa può diventare un punto di riferimento della riviera jonica?”

“Assolutamente si. Ci sono riuscito a Fiumedinisi. Con tutto rispetto in questi 8 anni Fiumedinisi è diventato il comune guida della riviera jonica: dalla metanizzazione al distretto turistico tematico (90 comuni, comune capofila Fiumedinisi), all’agenzia di sviluppo locale (50 comuni, comune capofila Fiumedinisi). Se ci siamo riusciti da un piccolo comune povero qual’è Fiumedinisi, perché Santa Teresa che ha delle caratteristiche strutturali non può diventare, non solo punto di riferimento della riviera jonica, ma dare alla riviera jonica quello che io a Fiumedinisi non sono riuscito a fare in più”.

“La tacciano di essere “straniero” e lei risponde che il vero straniero è la classe politica che amministra”

“Sono i fatti che lo dicono. Sono i risultati che non ci sono. La classe politica di Santa Teresa si è dimostrata estranea all’amore per Santa Teresa. Questo i santateresini lo dovranno comprendere, questa è la vera missione che noi abbiamo. Evidenziare le grandi potenzialità, i risultati che si potevano ottenere e che non si sono ottenuti. Faremo anche i dovuti parallelismi rispetto a territori che non hanno strutturalmente le stesse caratteristiche di Santa Teresa ma che hanno raggiunto grandi traguardi anche per il comprensorio. Santa Teresa si deve riappropriare del suo ruolo e si deve riappropriare attraverso uomini che non si sono invischiati nelle vicende politiche degli ultimi 10 anni”.

“Come vede tutti questi rimpasti, cambi di fronte da una lista civica all’altra?”

“Questo si chiama mercato delle vacche, né più né meno! Certo, ora si diranno l’uno con l’altro la classica barzelletta “il bue che dice cornuto all’asino”, sono i colori di questi giorni di campagna elettorale. Francamente questo è proprio il malcostume della politica santateresina e un po’ anche lo specchio della classe politica siciliana. Qua c’è un concentrato particolare perché abbiamo anche parlamentari che in questi anni si sono passati il tempo ad acquistare qualche consigliere comunale: erano all’opposizione, sono passati alla maggioranza, sono entrati in giunta 6 mesi fa, sono usciti dalla giunta e si proponevano come alternativa a Morabito. Tutto questo a noi non piace. E’ una presa in giro nei confronti dei cittadini. Di conseguenza questi sono i veri stranieri, non è De Luca lo straniero. Su questo non ci sono dubbi”.

“Ha sempre avuto il coraggio di fare nomi e cognomi, ne ha fatto una battaglia continuerà ad esporsi così?”

Le anticipo che nelle prossime ore ci sarà la terza parte di nomi e cognomi a Fiumedinisi, la più delicata, e continuerò a farlo perché io non mi sono mai piegato a certi “santuari”, non ho mai accettato ricatti, non mi piace la politica mafiosa e di conseguenza non mi piace neanche la giustizia mafiosa. Io sono vittima di un complotto. Lo abbiamo già evidenziato. A fine maggio saranno depositate oltre 50 denunce di questa associazione a delinquere che passa dalla grande politica a personaggi locali, purtroppo anche personaggi della magistratura. Preferisco, dico sempre, stare in campo gridando giustizia piuttosto che morire imbavagliato come fa un’altra parte politica”.

Queste, dunque, le parole di Cateno De Luca. E’ la nuova sfida lanciata dall’onorevole “straniero” ai politici di Santa Teresa di Riva. A maggio il verdetto.

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