Gli operatori economici ribadiscono il “no” al balzello: “provvedimento miope e iniquo, è di competenza della Regione”. Ma l’iter presto andrà in Consiglio comunale

braccio di ferro sulla tassa di soggiorno

“La tassa di soggiorno a Taormina è un provvedimento miope ed iniquo”. Così gli albergatori taorminesi replicano subito all’intenzione del Consiglio comunale di affrontare al più presto la discussione per l’attuazione del balzello.

Il “no” alla tassa viene ribadito ufficialmente in una nota a firma del presidente dell’Associazione Albergatori di Taormina, Italo Mennella (che nella città del Centauro è anche assessore al Turismo) e dal responsabile per la zona jonica di Confindustria Sicilia Alberghi, Sebastiano De Luca.

“Sulla volontà di reintrodurre la tassa di soggiorno per i turisti che alloggeranno nella nostra città – si legge nel comunicato -, gli albergatori di Taormina tutti, si dichiarano estremamente sorpresi e preoccupati, anche perchè tale provvedimento legislativo è di esclusiva competenza della Regione Siciliana, che lo ha sospeso fino a luglio 2012”. Dunque gli albergatori contestano la volontà da parte dell’assemblea consiliare, di discutere l’introduzione della tassa nel contesto dell’iter per l’approvazione del bilancio comunale di previsione 2012.

“Nella finanziaria regionale – continua il documento degli albergatori – è stata presentata la proposta “Sicilia no Tax”, che verrà quanto prima discussa in Aula, speriamo con esito positivo. E’ gravissimo che, in questo momento di crisi e di recessione, si voglia colpire proprio il turismo, ed il settore alberghiero in particolare. Ipotizzare una tassa di soggiorno vuol dire rendere più difficoltosa la possibilità di un eventuale recupero, sia in termini di presenze che occupazionale. Un provvedimento miope, che danneggia la competitività di un settore che dovrebbe essere traino di sviluppo per tutte le attività produttive che operano a Taormina. Un provvedimento iniquo, perchè colpisce proprio quelle aziende, che contribuiscono maggiormente a riempire le casse comunali, (vedi le tante altre imposizioni locali – Tarsu, Ici, Irap, ecc. – cui sono soggette). Bisogna inoltre tener conto che l’ospitalità extra-alberghiera si è sviluppata, negli ultimi anni, senza controllo, favorendo il sommerso e, quindi, una concorrenza sleale nei confronti dell’Industria alberghiera”.

“La stessa introduzione della imposta di soggiorno – concludono gli albergatori -, contribuirà a disincentivare il turismo in una città come la nostra, che soffre di una accesa competizione internazionale e della mancanza di adeguate infrastrutture logistiche. Occorre, ove possibile, cercare tra le pieghe del bilancio comunale ( 18 milioni di euro di cui oltre il 70% di costi impegnati in spese correnti ) di reperire le risorse, contenendo la spesa pubblica e di elevare gli standard dei servizi di cui la Città necessita. Gli albergatori hanno sempre contribuito e sempre continueranno a farlo, per consentire alla città di mantenere quel ruolo e quella posizione che le compete nel panorama turistico internazionale. Cercare di spremere un limone che non ha più succo significa che abbiamo sbagliato sia il momento che l’obiettivo”.

Si infiamma, dunque, lo scontro sulla tassa, con il Consiglio che non intende fare nessun dietrofront ed è pronto ad introdurla in vista del 2013. Nei mesi scorsi era stata ipotizzata l’adozione del balzello a Taormina da quest’anno, per sette mesi dal 1° aprile al 30 ottobre. Poi c’è stato lo slittamento.

Quel plus da 1 euro per i 4 e 5 stelle, e 50 centesimi per le altre strutture, trova sull’Aventino gli operatori economici alberghieri.

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