Il 25enne centrocampista morto a Pescata era arrivato al Livorno a gennaio dall’Udinese. Giocò nell’Under 21

Che tristezza per la fine improvvisa e spietata di Pierpaolo Morosini. Nella sua vita aveva già perso i genitori e il fratello, ora anche lui se ne va.

Questo è un dramma che, forse mai come stavolta nel mondo del calcio, mette i brividi.

Nella carriera calcistica di Morosini il vivaio dell’Atalanta, tanta serie B e un po’ di Udinese, e poi tre partite nell’Under 21 di Pierluigi Casiraghi all’Europeo del 2009. Era questa la parabola sportiva di Pierpaolo, centrocampista del Livorno morto oggi a 25 anni dopo essere crollato in campo per un arresto cardiaco.

Morosini era cresciuto nelle giovanili dell’Atalanta dove nei 10 anni di militanza aveva vinto anche uno scudetto allievi. Nel 2005 era passato in comproprietà all’Udinese dove a 19 anni giocò la prima stagione da professionista dividendosi tra Primavera e prima squadra e collezionando 5 presenze in Serie A, 3 in Coppa Italia e una in Coppa Uefa (l’ottavo di finale Levski Sofia-Udinese).

L’anno dopo l’esperienza in serie B a Bologna dove colleziona 16 presenze, il riscatto dall’Udinese nella successiva sessione estiva del mercato passa al Vicenza, ancora in B dove con 34 gettoni e un gol contribuisce a conquistare la salvezza dei veneti, al punto che i biancorossi ne riscattano la metà del cartellino e lo confermnoa tra i titolari anche per la stagione successiva (32 presenze).

Nell’estate del 2009 l’Udinese era diventata proprietaria interamente del suo cartellino riscattandone la comproprietà dal Vicenza per 1,5 milioni di euro e il 31 agosto di quell’anno Morosini era passato in prestito alla Reggina e successivamente al Padova, per poi tornare nel 2011 a Vicenza. Dal gennaio di quest’anno il centrocampista era in forza al Livorno: con i toscani aveva collezionato 9 presenze.

Morosini aveva fatto anche tutta la trafila nelle nazionali giovanili fino alla Under 21 dove aveva esordito nel settembre del 2006, arrivando a disputare l’Europeo 2009 in Svezia. Ora l’addio e una fine che lascia attoniti.

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