Maria Carmela Lanzetta aveva deciso di dimettersi ma alla fine ha scelto di restare. Sindaci della Locride schierati con lei. Ma Napolitano e lo Stato dove sono?

Maria Carmela Lanzetta

Si sono riuniti a Monasterace in Calabria (chiamata anticamente “Kaulon” sede nel VII sec.a C.dei primi coloni greci, oggi suscita grande interesse archeologico per la Magna Grecia, l’area gracanica e dove nel mare di Riace furono ritrovati nel 1972 i bronzi di Riace), i sindaci della Locride, che in un primo momento avevano preso la decisione di dimettersi tutti come”atto di solidarietà “nei confronti del sindaco di Monasterace Maria Carmela Lanzetta la quale aveva dato le dimissioni dopo aver subito un’altra intimidazione.

In tale sede il primo cittadino di Roccella Jonica, Giuseppe Certomà ha proposto un incontro con il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, per esporre la situzione attuale e le “gravi” difficoltà che stanno affrontando nella Locride sia per i tagli statali sia per le pressioni del malaffare.

Dice Certomà: “Prenderemo in considerazione anche le dimissioni di massa ma credo sarebbe un regalo alla mafia e non una soluzione” anche Ilario Ammendolia, sindaco di Caulonia, conferma l’idea di Certomà e chiede allo Stato non parate nè incoraggiamenti, ma impegno.

“Sarebbe una sconfitta alla democrazia” spiega Ammendolia nell’incontro del 12 aprile con Antonio Ragonesi in rappresentanza dell’Anci nazionale, i sindaci del Catanzarese e il sindaco di Rosarno Elisabetta Tripodi giunta a Monasterace come segno di vicinanza a Maria Carmela Lanzetta .Spiega Lanzetta che le sue dimissioni sono non una resa, ma bensì un atto di viltà.

“Lo Stato questa volta c’è”, afferma il sindaco di Monasterace,  intervengono poi i sindaci che sottolineano i “diritti negati” e la terra abbandonata a sè.

“L’anti ‘ndrangheta ha mostrato seri limiti è ciò che sta accadendo a Monasterace “manifesta Ammendolia che lancia la proposta per il 25 aprile di esporre il tricolore con nastro nero su ogni municipio come segno di Resistenza. Al termine dell’assemblea viene approvata la proposta dell’Anci di istruire un sostegno per la “stampa libera”.

Ecco poi giungere nella sede del Comune il segretario del Pd Pier Luigi Bersani, giunto anch’egli a Monasterace per eprimere sostegno a Maria Carmela Lanzetta che dopo aver tenuto una conferenza stampa insieme a Bersani, ritira le dimissioni .

Lanzetta si rivolge al prefetto di Reggio Calabria Vittorio Piscitelli dichiarando che la scelta è fatta con “riserva”, il sindaco auspica un onesto atteggiamento di coerenza e fiducia soprattutto da parte delle “nuove generazioni”.

Maria Carmela Lanzetta proprio in queste ore ha ricevuto nuove minacce ma non molla e alla fine ha ritirato le dimissioni, dichiarando: “Lettera anonima? Ormai siamo alla quarta o quinta. La decisione è presa, andremo avanti lo stesso. Non è la prima volta che ricevo lettere di questo tipo e si tratta sempre di fatti sgradevoli. Ciò che mi infastidisce è anche la tempistica, perché per fare queste cose scelgono sempre momenti importanti”. Ma Napolitano e lo Stato dove sono?

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