Anche il punto vendita del palazzo di giustizia era ormai diventato terra di conquista per il racket. Quattro arresti

racket al bar del tribunale

Li hanno arrestati in flagranza di reato. Con le mani nel sacco. Pieno di soldi. Ieri pomeriggio hanno intascato la seconda tranche del pizzo: 18 mila euro in contanti.

I carabinieri del Nucleo investigativo hanno arrestato Benedetto Marciante e Gianfranco Cutrera.

Sono loro che avrebbero imposto il pagamento ad una nota famiglia titolare di bar e tabaccherie a Palermo. Tra questi c’è il punto vendita all’interno del Palazzo di giustizia. Neppure la “pericolosa” collocazione dell’attività commerciale ha convinto gli indagati a desistere.

I militari hanno filmato la consegna avvenuta in un capannone di via De Cervantes. In manette sono finite altre due persone, Francesco e Michele Lo Valvo, padre e figlio, parenti del commerciante. Per loro è scattato un provvedimento di fermo. Sarebbero, infatti, i mediatori dell’estorsione. Coloro che avrebbero fatto ottenere uno sconto agli imprenditori.

La prima richiesta era stata, infatti, più pesante. Marciante voleva una tabaccheria. Poi, scese a 38 mila euro e infine a 28 mila, di cui 5 mila pagati a gennaio e 18 mila ieri. Il saldo di 5 mila euro doveva essere sborsato a fine aprile. L’imprenditore si è ribellato, ha denunciato ed è scattata la trappola. Per convincerlo a pagare lo avevano pure picchiato e allora ha capito di non avere altra via di uscita che chiedere aiuto agli investigatori.

Marciante, nei mesi scorsi, era finito ai domiciliari per trasferimento fraudolento di valori e violazione degli obblighi sulla sorveglianza speciale. I finanzieri gli avevano anche sequestrato un’impresa di detersivi del valore di un milione e mezzo di euro. Marciante, ritenuto appartenente alla famiglia mafiosa palermitana dell‘Acquasanta-Arenella sin dagli anni ’80, era stato colpito da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nel 1997 per associazione mafiosa.

Le indagini, che ieri sono sfociate negli arresti eseguiti dai militari guidati dal maggiore Antonio Coppola, sono coordinate dal procuratore aggiunto Antonio Ingroia e dal sostituto Sergio Barbiera.

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