A compiere la scoperta sua madre, 12 ore dopo che la piccola era stata rinchiusa dentro la cella frigorifera. L’incredibile vicenda a Resistencia, nel Nord Argentina

Analia Bouter e il marito Fabian Veron

Una bambina, che si credeva fosse nata morta, è stata ritrovata viva nell’obitorio dell’ospedale. A compiere l’incredibile scoperta è stata la stessa madre 12 ore dopo che la piccola era stata dichiarata deceduta.

Analia Bouter era incinta da 26 settimane quando ha partorito prematuramente la sua quinta figlia in un ospedale a Resistencia, nella provincia di Chaco nel nord dell’Argentina.

Ma dopo che il personale medico le ha detto che la neonata era venuta al mondo senza segni di vita, i genitori disperati sono tornati a casa con un certificato di morte.

Una storia inquietante, al confine tra miracolo e incubo, quella che vi raccontiamo. Una bara aperta dopo molta insistenza, per vede un’ultima volta quella bimba già amata e subito persa, nata prematuramente dopo appena sei mesi, che non aveva dato alla nascita alcun segno di vita ed era stata da subito dichiarata deceduta. Poi la scoperta che lascia a dir poco increduli.

Dopo dodici interminabili ore di obitorio, il corpicino era freddo come un iceberg. Analia Bouter e il marito Fabian Veron finalmente autorizzati a dire alla neonata il loro último adiós (ultimo saluto). Toccano la mano della loro bimba, poi il volto. E a quel punto il miracolo: un piccolo pianto riscalda quella cella frigorifera e i due genitori scoprono che la piccola è viva.

«Ridevamo e poi piangevamo e poi ridevamo ancora», ha dichiarato Analia in un’intervista a TeleNoticias ripresa da un quotidiano locale, in preda all’emozione e alla felicità, ma anche al risentimento per la struttura ospedaliera che con molta disinvoltura, forse troppa, ha dato la figlioletta per deceduta.

La donna ha compiuto la scoperta avvertendo un flebile vagito, scoprendo così il colossale errore dei medici. Ora la piccola Luz Milagros (miracolo della luce), seppur in gravi condizioni, è stabile e in leggerissimo miglioramento. Cinque tra medici e operatori sanitari dell’ospedale Perrando della città Resistencia sono stati sospesi ed è in corso un’inchiesta per accertare le responsabilità, come ha fatto sapere il vice segretario della Salute della provincia di Chaco, Rafael Sabatinelli.

La neo mamma subito ha pensato seriamente di soffrire di allucinazioni e solo dopo qualche minuto ha realizzato, quasi con la paura di essere felice, che tutto era vero e che la sua bimba era ancora viva e sarebbe sopravvissuta. I medici, come spiega Analia, hanno certificato il decesso della piccola dopo appena venti minuti, impedendo oltretutto alla coppia di vedere la propria figlioletta prima di dodici ore. Molti interrogativi rimangono ancora senza alcuna risposta. La signora Bouter ha partorito altri quattro figli nella propria vita, senza alcuna complicazione, mentre questa volta i medici hanno optato per un’anestesia totale che alla donna è parsa da subito incomprensibile.

I medici li definiscono casi inusuali ma che fanno parte della medicina: in realtà il decesso accertato al quale fa seguito un’improvvisa “resurrezione” del morto è già avvenuto altre volte, con grande stupore (per usare un eufemismo) di parenti e addetti ai lavori.

La letteratura medica ne conta altri, o per gravi inadempienze dei medici o per inspiegabili avvenimenti che hanno del miracoloso. Ora Luz Milagros è in miglioramento, anche se mamma e papà ancora non hanno ricevuto il certificato di nascita. E anche volendo considerare le gravissime colpe a carico del personale ospedaliero (ancora tutte da accertare), rimane misterioso come la piccina possa essere sopravvissuta, in quelle condizioni, a dodici lunghe ore di cella frigorifera

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