Carabinieri del Ris hanno isolato elementi utili nella vettura del 62 ennne che accompagnò la donna alla stazione di Pontedera proprio la sera della scomparsa

Roberta Ragusa

Forse a una svolta le indagini su Roberta Ragusa, la 45enne scomparsa ormai da quasi tre mesi dalla sua abitazione di Gello, frazione di San Giuliano Terme (Pisa).

I carabinieri del Ris hanno infatti isolato tracce biologiche giudicate “interessanti e utili” a bordo dell’auto di Antonio Fusi, il 62enne che la sera della scomparsa accompagnò la donna alla stazione di Pontedera e la vide salire su un’altra vettura.

Al momento – rivela Tgcom – non sono stati forniti ulteriori dettagli sugli elementi rinvenuti all’interno della macchina di Fusi, indagato insieme ad Antonio Logli, il marito della donna scomparsa. L’unica cosa certa, per ora, è che le tracce repertate saranno poi comparate con quelle dei familiari di Roberta.

Nel frattempo sono arrivati i risultati dei tabulati telefonici dei cellulari in uso a Logli e all’amante, la 28enne Sara Calzolaio: le celle agganciate dai portatili nella notte tra il 13 e il 14 gennaio sono quelle di Gello, e quindi i due non si sarebbero mossi dal paese. Rilievi che in qualche modo confermano la versione dei fatti raccontata dal marito, anche se i carabinieri continuano a cercare riscontri sui minimi dettagli e scavare nella vita dei familiari di Roberta per cercare di trovare la soluzione di un giallo tuttora inestricabile.

A questo punto, accanto all’ipotesi di omicidio volontario, i magistrati non escludono né la pista del suicidio, né quella dell’allontanamento volontario. Un’ipotesi, quest’ultima, che sarebbe stata riferita ai carabinieri da un’amica di Roberta, descritta come addolorata dopo che aveva scoperto la relazione del marito con la loro ex baby sitter. Anche se i conoscenti e gli amici della donna stentano a credere che sia voluta sparire di proposito, abbandonando i figli di 15 e 10 anni, a cui era legatissima.

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