In un’intervista il cantante si racconta e rivela come si è rialzato dopo aver perso tre figli: “ne avrei voluti tanti”

Luciano Ligabue

Il padre che ha ritrovato troppo tardi. E figli, che ha perso troppo presto.

Luciano Ligabue racconta in un’intervista esclusiva a Vanity Fair i suoi drammi privati. Quello del padre, di cui parla in prima persona nel nuovo libro di racconti Il rumore dei baci a vuoto. Quella dei suoi figli non nati, «un lutto che non trova posto».

E quella dello scrittore Pier Vittorio Tondelli, morto di Aids una notte d’inverno, nella stessa casa dove Ligabue non riusciva a dormire, due piani più sotto.

Nell’ultimo racconto del libro “Pioggia di stelle”, lei parla di una coppia di coniugi anziani innamorati e felici, e di un figlio in qualche modo estraneo a quella felicità. È la storia dei suoi genitori?

«Un po’ sì. I miei sono stati insieme tutta la vita con gioia. Persone semplici, vitali, capaci di stare con gli altri. Papà l’ho perso nel 2001. Diceva: dopo i 70 ogni anno è regalato. È morto a 71. Tumore all’intestino. Quattro mesi dalla diagnosi. Io stavo girando un film, Da zero a dieci. Ci siamo parlati più in quei mesi che in tutta la vita. Lui era un Ariete, testosterone puro, reattivo, io Pesci, faceva fatica a capire questo figlio che parlava poco, non capiva nemmeno cosa volesse dire essere timido. Ci siamo visti, in quei mesi. Mia madre, dopo, sembrava che volesse morire anche lei. Poi si è attaccata a mio figlio Lenny, e dopo è venuta Linda».

Due figli. Una rockstar come padre. Due madri. Ce la fa, con loro? «Provo, davvero. Lenny non vive con me, Linda sì. È molto diverso. Lenny ora è un adolescente, ha un grandissimo talento musicale, a due anni teneva il tempo dei Nirvana con le bacchette, ha molto più orecchio di me, vuol fare da solo, naturalmente. Linda ha sette anni, è vanitosa, ingenua, molto popolare fra le amiche. Li amo. Ne avrei voluti altri, di figli. Tanti. Ne ho persi tre. Due nel passato, uno pochi anni fa da Barbara, la madre di Linda. Al sesto mese di gravidanza. Un lutto che non trova casa, nessuno lo considera un vero lutto (…)».

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=CiexJeUi5JU&ob=av2e[/youtube]

© Riproduzione Riservata

Commenti