Dopo lo scandalo leghista, consultazioni per le nuove regole. Alfano: “servirebbe un 5 per mille”. Bersani ha fretta. Domani i primi provvedimenti: altri trucchi…?

Angelino Alfano vuole la riforma...

L’appuntamento è per la giornata di mercoledì, primo bivio politico verso la previsione delle nuove norme atta a regolamentare i partiti in modo da garantire la trasparenza nel loro funzionamento e nel finanziamento.

Sull’onda dello scandalo Lega e dei soldi sottratti alla Margherita dal tesoriere Luigi Lusi, ieri dopo uno scambio di telefonate fra il segretario del Pdl, Angelino Alfano, il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, e il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini è arrivata la decisione di far predisporre, nel giro di quarantott’ore, «alcune prime norme urgenti per il controllo e la trasparenza del finanziamento ai partiti».

La riforma giovedì sarà poi sottoposta all’attenzione degli altri partiti. Con le amministrative alle porte e con ‘l’antipolitica” sempre in agguato, i partiti sentono tutti l’urgenza di dover dare una risposta subito.

Particolarmente attivo il Pdl che, al di là dell’annuncio dato dal proprio segretario assieme agli altri della maggioranza “ABC”, intende con i suoi capigruppo di Camera e Senato Fabrizio Cicchitto e Maurizio Gasparri proporre «di procedere in commissione in sede legislativa, per garantire tempi rapidi sia a Montecitorio sia a Palazzo Madama» per l’approvazione del testo. Gasparri ha tuttavia sottolineato che l riforma dei meccanismi per il finanziamento dei partiti è questione che deve risolvere il Parlamento, non il governo. «Il governo? Figuriamoci: lo stiamo aiutando noi, visto che si sta dimostrando inadeguato a risolvere i problemi. Lo spread risale, la legge sul lavoro è un disastro, e il campo internazionale ha ritirato la patente di adeguatezza a Monti», dice, in una intervista a QN, il presidente dei senatori del Pdl.

Alfano propone, intanto, i 5 per mille anche per i partiti. Finanziare i partiti con un meccanismo simile a quello del 5 per mille. Lo propone, dalle colonne del Corriere della Sera Alfano secondo il quale i conti dei partiti «devono essere controllabili dall’opinione pubblica», le spese devono essere «pertinenti allo scopo che anima un organismo politico» e deve esserci «un protagonismo sempre maggiore da parte dei cittadini nell’attribuzione del finanziamento». In ogni caso, occorre «fare presto, prestissimo e bene» su una materia che «compete al Parlamento».

Lo scandalo nell’utilizzo dei fondi della Lega e della ex Margherita hanno, dunque, impresso un’accelerazione sulla riforma dei partiti, rispetto a cui in Parlamento giacciono 39 proposte di legge, il cui esame non è però mai stato avviato. Davanti alla disponibilità della maggioranza a un «esame rapido ed efficace» delle norme concordate in maggioranza, il leader dell’Idv Antonio Di Pietro coglie la palla al balzo: «Non c’è tempo da perdere, e per questo – puntualizza Di Pietro, il cui partito resta impegnato nella raccolta di firme per il referendum che abroghi la legge sul finanziamento pubblico dei partiti – siamo disponibili anche ad una soluzione immediata che porti ad una buona legge». Emma Bonino sostiene invece che tutto sia «da azzerare» anche perché, spiega l’esponente radicale, «temo che alla fine arriverà una riformetta».

Bersani, autore di un appello ad Alfano e Casini a fare presto, sembra crederci sostenendo come tra i partiti esista «un minimo comune denominatore per fare una legge sui finanziamenti nelle prossime settimane». Anche il leader centrista batte un colpo indicando i principi per rendere «chiara e trasparente» la vita dei partiti: «pubblicizzare i contributi privati anche sotto la soglia attualmente prevista, regole interne democratiche e controllo della Corte dei Conti».

«Aspettiamo i fatti» e «una scelta operativa» sul finanziamento dei partiti. Se lo augura Avvenire in un boxino intitolato «Doveva già esser fatto ora né indugi né trucchi». «Deprecabile il ritardo, lodevole l’accelerazione, auspicabile l’attuazione immediata, purché non sia l’ennesimo inganno sulla pelle dei contribuenti. Non troviamo sintesi migliore – scrive il quotidiano dei vescovi – per riassumere le sensazioni che trasmette la notizia di un’intesa di principio tra i leader della maggioranza pro-Monti, per arrivare già in settimana a nuove norme sul finanziamento dei partiti». I fatti su questo tema, si augura il quotidiano, «dovranno essere convincenti e consistenti nelle rinunce, nitidi nei meccanismi normativi, fruttuosi nella quantità delle risorse che, sottratte ai circuiti opachi dei contabili da sottoscala del potere, vanno restituite ai cittadini. Senza ulteriori trucchi».

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