Monti inizia a studiare i sondaggi e va in pressing sui partiti per le elezioni del 2013: “io avrò perso consensi ma il mio governo è messo molto meglio di altre entità”

Mario Monti

La trasferta di Mario Monti in Medio Oriente, per giunta a cavallo di Pasqua, non sposta ovviamente i termini del dibattito in Patria.

Tuttavia certi giudizi del Professore, formulati ieri sera a margine di un incontro con il presidente israeliano Peres, sono il termomentro di un cambio di passo, quantomeno sul piano dell’autostima. Il presidente del Consiglio è intimamente convinto di avere fin qui svolto un eccellente lavoro, al punto da giudicare “forse meritati” gli elogi che raccoglie durante la visita.

Difende la “sua” riforma del lavoro, addirittura la definisce vantaggiosa per le imprese che la contestano. Ma le notazioni politicamente più interessanti riguardano il rapporto con i partiti della maggioranza. Monti in apparenza non è geloso del dialogo tra Alfano, Bersani e Casini; anzi, se ne attribuisce il merito, grazie al governo ci siamo messi alle spalle una stagione di bipolarismo aggressivo.

Nello stesso tempo, il presidente del Consiglio segnala che ancora tanta, di strada, i partiti debbono percorre prima di potersi riproporre alla guida del Paese. Dice: io avrò perso consensi per effetto di misure durissime, ma per quanto meno popolare il mio governo resta comunque messo assai meglio di “altre entità” (espressione pudica che sembra riferirsi a Pd, Pdl e Terzo Polo).

La battuta più rivelatrice è quella sui sondaggi. Io non dovrei nemmeno guardarli, riconosce il Prof, “però a volte capita che lo faccia”, aggiunge sorridendo. Il tema del consenso, insomma, non gli è affatto estraneo.

E casomai qualcuno avesse in animo di scaricarlo, Monti ricorda che sarebbe un azzardo. Perché “non sono un politico e non devo concorrere alle elezioni”, è il suo leit-motiv; ma se per caso cambiasse idea, o fosse indotto dalle circostanze a cambiarla, allora i partiti si troverebbero un competitor parecchio agguerrito e capace di sconvolgere qualunque pronostico.

Monti vuole l’investitura per il 2013 e le sue smentite non sono altro che la più nitida conferma. Il professore vuole approfittare del vuoto politico e della fine della Lega per strappare un’intesa soprattutto a Silvio Berlusconi. Con tanti saluti al giovane Angelino Alfano…

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