Addio alla Lega, Berlusconi epura gli ex An e chiama il Terzo Polo. Coalizione con il n.1. della Ferrari e nel 2013 Monti candidato premier. Ma Casini mollerà Bersani? 

Luca Cordero di Montezemolo e Silvio Berlusconi

La fine della Lega è destinata a innescare un rapido effetto domino nello scacchiere politico italiano. Qualcuno ricorderà un’intervista di Mario Monti a “La Stampa”, dello scorso mercoledì 4 aprile.

Ad un certo punto, in quella occasione, il premier parla di Berlusconi e ai più sembra una frase buttata lì. Ma non lo è affatto. “Sulle grandi questioni internazionali lo tengo informato e partecipe e gli chiedo suggerimenti”. Non solo: “Rapporto importante” e “continuo sostegno”.

Un elogio gratuito del professore al Cavaliere? Niente affatto. Il presidente del Consiglio si muove a fari spenti dentro uno schema ben preciso e continua a tessere le lodi di Silvio con un obiettivo ben preciso: farsi riconoscere come il leader ideale dei moderati, vedi riforma sul lavoro e non solo.

In sostanza – secondo quanto rilanciato da Affaritaliani – Monti e Berlusconi stanno tessendo la tela e preparano lo scenario per il 2013.

Si parla di un rassemblement di Centrodestra, riformista ed europeista, che includerebbe l’attuale Popolo della Libertà senza gli ex An La Russa e Gasparri (fuori anche Tremonti, direzione Lega), il Terzo Polo di Casini e, colpo di scena, Italia Futura di Montezemolo.

Il numero uno della Ferrari – spiegano da Palazzo Grazioli – si è mosso con circospezione verso Berlusconi e la sua “macchina” preparata negli anni, e ormai pronta, sarebbe lo strumento di Monti per ricandidarsi a Palazzo Chigi. Con il sostegno di Berlusconi, padre nobile dell’operazione, dello stesso presidente della Rossa (che potrebbe entrare nel prossimo esecutivo) e con l’avallo di Udc e Fli.

Per convincere Casini a mollare Bersani, l’ex premier avrebbe pronta l’offerta del Quirinale per il leader centrista che, a sua volta, convergerebbe verso la formazione del nuovo Partito Popolare Italiano, sulla scia del PPE, dimenticando così gli attacchi di Silvio e il rapporto non idilliaco con Montezemolo.

Berlusconi non è affatto convinto di Alfano, è ormai certo che la Lega si avvia alla liquefazione politica e soprattutto si ritrova “orfano” della leadership padana di Bossi. Per questo ad Arcore è maturata la decisione di sposare l’ipotesi del Monti-bis, visto anche l’occhio di riguardo del governo dei tecnici per Mediaset.

Se poi l’accordo – anzi la bozza di intesa – dovesse saltare, a quel punto le strade dei vari leader si dividerebbero e Montezemolo si candiderebbe a Premier, togliendo il “telecomando” dalle mani di Berlusconi.

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