I bianconeri vincono a Palermo 2-0 e scavalcano il Milan in vetta (+1). Decidono Bonucci e Quagliarella

Fabio Quagliarella

Missione compiuta La Juve può festeggiare la pasqua da capolista in campionato, grazie alla vittoria per 2-0 in casa del Palermo e alla sconfitta a sorpresa nel pomeriggio del Milan a San Siro con la Fiorentina. I bianconeri centrano la quarta vittoria consecutiva, dopo quelle con Fiorentina, Inter e Napoli e dimostrano di avere un’ottima condizione fisica.

Il primo tempo in realtà non è stato esaltante, ma i bianconeri sono usciti alla distanza nella ripresa aspettando con calma il momento giusto per colpire il Palermo senza rischiare nulla in difesa.

Il protagonista del match è Quagliarella. Conte lo aveva visto in forma in settimana e aveva annunciato che sarebbe stato lui il titolare in attacco accanto a Vucinic nel 3-5-2 messo in campo al Barbera. Il bomber, che non giocava titolare dalla sfida con il Milan del 25 febbraio scorso, lo ha ripagato firmando un gol pesantissimo, il quarto in questo campionato e il secondo consecutivo dopo quello realizzato con il Napoli.

L’infortunio che lo ha tenuto lontano dal campo per diversi mesi è un incubo ormai dimenticato, così come le tante difficoltà nel riconquistare un posto in squadra. Una Juve che funziona in attacco, ma anche in difesa. Buffon non prende gol da cinque partite anche grazie a un’invalicabile linea a tre formata da Barzagli, Bonucci e Chiellini.

Conte sceglie il 3-5-2, stesso modulo con cui ha battuto il Napoli. Quagliarella è il partner d’attacco dell’intoccabile Vucinic. Nel primo tempo, come prevedibile, è la Juve a fare la partita con il Palermo arroccato dietro e pronto a ripartire con Miccoli e Ilicic. L’occasione più ghiotta arriva proprio sui piedi di Quagliarella, che tutto solo davanti a Viviano, non riesce a inquadrare la porta. La Juve continua a pressare con molta grinta ma non riesce a creare chiare occasioni da gol.

La vera svolta del match arriva nella ripresa, quando la Juve diventa nettamente più cinica e trova il gol del vantaggio con un colpo di testa di Bonucci al 57′, su angolo pennellato di Pirlo. Questa volta il difensore può festeggiare, il gol è suo. Il Palermo non reagisce: Ilicic non è in serata e Miccoli viene servito quasi sempre con lanci lunghi, su cui chiellini può far valere tutta la sua stazza fisica. La gara però è ancora aperta e Conte si arrabbia perché la Juve non sfrutta bene le ripartenze e soprattutto non allarga mai il gioco. Spesso Vucinic si intestardisce con azioni personali, e allora il tecnico bianconero lo sostituisce con Matri. Dopo pochi minuti arriva il raddoppio, firmato da Quagliarella che batte Viviano con un sinistro preciso. È il gol che stende il Palermo e chiude la partita. La Juve non rischia praticamente mai di subire gol e anzi va vicinissima al 3-0 con Del Piero, entrato al 79′ al posto di Quagliarella.

La Juve ora è a +1 sul Milan con ancora 8 sfide da giocare e il vantaggio negli scontri diretti. Il campionato è nelle mani della Juve. C’è pochissimo tempo però per festeggiare perché mercoledì si torna già in campo e allo Juventus Stadium arriva la Lazio.

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