Usa 2012, nella sfida a distanza fra comitati super PAC i repubblicani in netto vantaggio mentre i democratici restano assai più forti nella raccolta di micro-offerte

Barack Obama

La raccolta fondi di Barack Obama macina dollari distanziando di molte lunghezze i rivali repubblicani ma ha un tallone d’Achille: il comitato super Pac che consente di raccogliere donazioni illimitate da ogni tipo di finanziatori.

La contraddizione fra le opposte situazioni è descritta dai numeri perché se la campagna per la rielezione di Obama ha già collezionato offerte per 157 milioni di dollari, ovvero più della somma di tutti i rimanenti quattro sfidanti repubblicani, sul fronte del super Pac stenta a raggiungere il 10 per cento dei 100 milioni previsti.

La differenza – si legge in un approfondimento su La Stampa – sta nel fatto che mentre la campagna “Obama for America”, con alla guida Jim Messina nel quartier generale di Chicago, ripete il modello di raccolta fondi del 2008 basato sulla collezione di cifre minime – anche soli 3 dollari – da milioni di cittadini, il super PAC “Priorities Action” guidato da Bill Burton, ex viceportavoce della Casa Bianca, si rivolge ai grandi donatori in base alla sentenza della Corte Suprema del 2010 che consente di versare cifre illimitate a “comitati” che fiancheggiano i candidati senza essere parte integrante della campagna.

La difficoltà su questo fronte si spiega con il fatto che chi è in grado di versare cifre a molti in zeri in genere è un sostenitore dei repubblicani – che infatti nei super Pac vanno a gonfie vele – mentre i pochi democratici che potrebbero emularli, come il produttore di Hollywood David Geffen, sono ideologicamente contrari alle “raccolte illimitate” e non hanno dunque alcuna voglia di prendervi parte. Ad evidenziare tali difficoltà c’è quanto avvenuto in gennaio quando “Priorities USA” è riuscito a raccogliere appena 58816 dollari a fronte di salari da pagare per 43779 dollari, destinati in gran parte a Burton e all’ex consigliere di Bill Clinton, Paul Begala.

In casa democratica c’è preoccupazione per tale debolezza perché si prevede che il super PAC di Mitt Tomney riesca a tagliare il traguardo dei 250 milioni di dollari consentendo al fronte conservatore di spendere per la campagna di novembre almeno 1,6 miliardi di dollari ovvero il doppio di quanto Obama e i suoi sostenitori avranno in cassa senza un sostanzioso aumento della raccolta di super-donazioni da parte di “Priorities Usa”. Se dunque finora la sfida dei dollari è stata considerata come un match a senso unico, per l’incapacità dei repubblicani di rivaleggiare con “Obama for America”, l’equilibrio complessivo potrebbe in realtà cambiare a seguito dei duello fra super PAC, condizionato dal fatto che i più ricchi preferiscono da sempre versare alle casse dei repubblicani.

A complicare ulteriormente le cose in casa democratica c’è la ruggine fra Bill Burton e James Carney, attuale portavoce della Casa Bianca, per via del fatto che quando lo scorso anno Robert Gibson lasciò la carica di “spokesman” del presidente Burton tentò invano di ottenerla prima di essere scavalcato e sconfitto da Carney. Si è così creata una forte tensione fra i due uomini che complica ulteriormente i rapporti fra Casa Bianca e super PAC democratico, paventando, secondo fonti citate dal “Wall Street Journal”, la possibilità di una resa dei conti che potrebbe portare alla defenestrazione di Burton.

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